Il D.A.S. (Dispositivo per l'allattamento supplementare): 

un utile strumento per continuare ad allattare al seno e per chi vuole aumentare la produzione
 


Katya W. mentre allatta i suoi gemellini Claudio e Federico con l'aiuto del DAS

Nadia Prandi:

Spesso le mamme interrompono l'allattamento o non lo iniziano nemmeno perché non hanno abbastanza latte... Oppure il bambino non può perdere peso e, quindi, iniziano ad integrare con quello artificiale.

C'é però un sistema che aiuta veramente. Io l'ho sperimentato 13 anni fa. Si tratta di una bottiglietta da attaccare al collo della mamma dalla quale escono due tubicini che vengono attaccati con dei cerottini ai capezzoli. Nella bottiglietta si mette il latte destinato al bambino che lo succhia, comunque, attaccandosi al capezzolo della mamma. Con questo sistema la mamma non teme per il peso del proprio piccolo e la stimolazione le permette di aumentare la quantità senza stress. Quando comincia a fuoriuscire il latte della mamma, quello della bottiglietta si ferma e riprende poi quando la mamma non ha più latte. Consiglio comunque chi vuole provare a chiedere un aiuto pratico a una consulente della LLL (La Leche League).

Sembra un po' complicato, ma i risultati sono sorprendenti. Pensate che ho perfino visto una mamma riuscire con questo sistema ad allattare il proprio piccolo adottato! Eh sì, non sono necessari gli ormoni della gravidanza per allattare. Una donna che attacca un bimbo al seno con regolarità prima o poi avrà latte... Incredibile non vi pare?

 

Katia:

Ho partorito all'ospedale di Perugia con taglio cesareo programmato alla 37° sett. + 2 giorni: causa Giacomo podalico.
Il parto è andato tutto ok (Giacomo Kg 2,760 e Gioia Kg 2,390) poi sono iniziati i problemi. In questo ospedale, se fai il cesareo, non ti lasciano il bimbo appena partorito, se sei sveglia (come me) te lo fanno vedere e poi lo portano via, te lo riportano quando è ora della poppata. Nel mio caso, con due, me ne hanno portato solo uno dopo circa quattro ore e l'altra alla poppata successiva (alla mia richiesta di averli entrambi mi hanno detto che non era possibile) e così via ad ogni poppata (lì ci sono ancora gli orari fissi al nido dopo un giorno passano subito al biberon). Io poi, per problemi post-cesareo, non riuscivo a salire al nido e quindi ne vedevo sempre uno per volta. Giacomo un po' si attaccava, ma non era sufficiente e Gioia non ne voleva sapere perché si era abituata al biberon. Dopo 5 giorni di questo inferno rabbioso sono tornata a casa con i "consigli" sul latte artificiale e dopo altri 6 giorni ancora niente latte (mi aiutavo col tiralatte ma producevo 10 grammi a tetta!!) e Gioia rifiutava categoricamente il seno. Ero in piena depressione... perché al corso mi avevano detto che tutte le donne hanno latte e non mi rassegnavo al fatto che a me non veniva, non sapevo che fare e piangevo in continuazione..Alla fine mia madre (santa donna!!), ha saputo per caso che c'era un pediatra che aveva aiutato molte donne ad allattare e l'abbiamo chiamato (io non ci credevo molto, ma per me era l'ultima spiaggia prima di mollare). Grazie a lui (che poi ho saputo essere un consulente in allattamento IBCLC) sono riuscita ad allattare, ma la fatica è stata immensa: tirare il latte col tiralatte ogni 2/3 ore, attaccare Giacomo a richiesta e rieducare il palato a Gioia, che si era abituata alla suzione del biberon. Le ho dato da mangiare anche con un tubicino legato al mio dito indice (!!!) e ho usato anche il DAS (Dispositivo per Allattamento Supplementare) con giunte di latte artificiale, anche perché i pupi ormai si erano abituati al biberon avevano fame e io dovevo ancora calibrare i seni. Mi ha fatto prendere anche un farmaco a base di domperidone per qualche giorno (stimola la prolattina, che nel mio caso, dopo tutti quei giorni si era abbassata sicuramente troppo). Alla fine Gioia si è attaccata per la prima volta dopo un mese esatto dalla nascita! Sono riuscita poi a togliere il biberon dopo 4 mesi, prima non ce l'ho fatta anche perché i ritmi erano serratissimi e non sempre sono riuscita a fare tutto, qualche volta preferivo dormire perché ero a pezzi (i primi 2 mesi dormivo una media di 2 ore al giorno). Poi, quando i pupi avevano circa 6 mesi, ho partecipato per caso ad un incontro de La Leche League e lì mi si è aperto un mondo nuovo, quello di cui avevo desiderio appena partorito, ma che non riuscivo a trovare. Ho potuto condividere la mia esperienza con altre mamme che hanno avuto disavventure simili alla mia (sono più di quel che si immagina purtroppo) ed ho trovato un luogo dove poter avere sempre un supporto morale (che quando si allatta è fondamentale) e un consiglio per ogni dubbio. Posso confermare che è possibile (contrariamente a quanto mi dicevano molti operatori sanitari) allattare esclusivamente al seno i gemelli e per tutto il tempo che si vuole, è solo una scelta personale, basta avere il giusto supporto "tecnico" e psicologico. Per concludere voglio ringraziare il "mio" consulente IBCLC,
la LLL e la mia mamma, che non mi ha mai permesso di mollare, quando pensavo di non farcela.

 

Katya Wulhfard:

Quando sono nati i gemellini desideravo più di ogni altra cosa poterli allattare entrambi. Avevo già avuto esperienza di allattamento con Davide (allattamento prevalentemente materno protratto sino a 12 mesi) e Andrea (allattamento materno esclusivo sino a 6 mesi circa, poi misto, protratto sino a 11 mesi). Con Claudio e Federico, nati a 36 settimane, 2690 gr ciascuno mi sono trovata però di fronte a parecchie difficoltà: la stanchezza, la difficoltà del "2 insieme", la gestione del 2+2=4 e non ultimo un'estroflessione della cute dei capezzoli con dolori terribili e bruciore ogni volta che i piccoli si attaccavano. Il mio latte, per quanto li attaccassi sempre, sempre e sempre giorno e notte, separatamente e in contemporanea, non era sufficiente e io mi stressavo all'idea che si abituassero al biberon e non accettassero più il seno e mi sentivo una mamma "incompleta" perché non riuscivo a dar loro quanto avrei voluto.
Su consiglio della consulente LLL acquistai il DAS (Dispositivo per Alimentazione Supplementare), un biberon da attaccare al collo con 2 tubicini da fissare al seno in prossimità dei capezzoli con un cerotto di carta. Credo di aver passato un mese per cercare la posizione migliore in cui fissare il tubicino, ma pian piano ci siamo abituati. Mi sistemavo con tutti e due i bimbi sul cuscinone, li allattavo per circa 30-40 minuti e poi sistemavo il DAS... loro non si accorgevano di nulla, però prendevano il latte dai tubicini e ogni tanto , data la stimolazione protratta, bevevano anche "latte di mamma..".
Abbiamo continuato così per 5 mesi , utilizzavo il DAS nei quattro pasti principali della giornata, sempre dopo averli prima attaccati per un po' solo al seno, per le altre volte che richiedevano li attaccavo senza nulla. Sono contenta perché in questo modo non ho mai perso quel contatto per me unico con i miei piccoli e sono comunque riuscita a continuare l'allattamento e a stimolare la produzione. Ho interrotto con il DAS 15 gg fa, ora li attacco al seno, poi do loro un biberon di latte e io lo tiro almeno 4-5 volte al giorno; ho fatto questa scelta per essere un po' più libera per gli altri due bimbi, che comunque richiedono costantemente tante tante attenzioni. Il DAS per me è stato insostituibile, una soluzione ottima che mi ha permesso di allattare i piccoli senza sentirmi in colpa perché non mangiavano abbastanza e senza rimorsi per aver interrotto precocemente l'allattamento materno. Non so per quanto continuerò ad allattarli, a me piacerebbe sino a quando lo chiederanno; anche se mangeranno altro (abbiamo iniziato ieri la prima pappa) il seno e il latte di mamma, nella mia esperienza, sono sempre coccole "speciali".


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Ultimo aggiornamento 03-03-2008

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