CRESCERE GEMELLI... NON E' SEMPRE FACILE!!!
riflessioni di gemelli adulti e genitori di gemelli
La storia di Massimo.
Nostra madre ci ha partorito nel 1946, quando aveva 40 anni, dopo altri tre figli ed allora non esistevano ancora i pannolini ed i biberons. Immaginate i sacrifici! Nell'anno in cui siamo nati noi i gemelli erano molto rari: pensate che veniva fermato il tram per far scendere la gente a vederci nella doppia carrozzina. Siamo stati trattati da tutti come "i gemelli", cioè due persone perfettamente uguali: vestiti uguali, stessa scuola, stessa classe, tutto diviso in due (secondo me assolutamente da non fare, ma che sono tutti portati a fare). Questo è un errore che ho sempre perdonato ai miei parenti, considerando il periodo e le scarse conoscenze di allora circa la gemellarità. Comunque tutto è proceduto bene fino all'età di 20 anni, quando il mio gemello mi ha portato via la ragazza con cui stavo da tre anni. Da quel giorno non ho avuto più contatti con il mio gemello perché lui - nonostante tutto - ha sempre continuato a negare. Il mio gemello si è sposato con la mia ex-fidanzata, hanno avuto due figli e - con mia sorpresa - il matrimonio è durato. Anche io mi sono sposato (guarda caso con una ragazza con lo stesso nome della mia ex) ed ho una figlia di 19 anni. La vita "in comune" con il mio co-gemello è stata piuttosto breve, visto che - per i motivi sopra citati - all'età di circa 23 anni ci siamo "separati". Allora, però, c'era mia sorella maggiore che faceva da "tramite" in modo tale che ognuno di noi sapeva che cosa faceva l'altro. Io e mio fratello, pur non frequentandoci più, facevamo le stesse cose... Roma è grande, ci sono molti negozi di abbigliamento, eppure andavamo negli stessi e ci vestivamo nello stesso modo. Un giorno alla posta (fuori dalla mia zona e dalla sua) ero in fila tra le tante file e - girandomi distrattamente a guardare la fila alla mia sinistra - ho pensato che ci fosse uno specchio... invece era il mio gemello vestito come me, che era anche lui in fila alla posta. Naturalmente abbiamo fatto finta di non conoscerci. Pensate a Roma con centinaia di Uffici Postali! Poi tre anni fa il mio gemello è morto! Io non sono andato neanche ai funerali. Oggi vivo nei rimorsi!!! Alla morte del mio gemello è morta la mia metà (non esagero!). Pensate di vivere a metà... Certo non ci frequentavamo da anni ed all'inizio - per me - è stato un disastro perché era lui il gemello "guida"... ma sapevo che - da qualche parte - c'era e dipendeva da me riallacciare i rapporti e che lo avrei fatto prima o poi. Purtroppo non ho fatto in tempo ed è questo il mio grande problema. Mi sento come di aver trascurato prima e aver buttato via poi la metà di me stesso. Tutta la mia famiglia aspettava questo e - non facendolo - ho tradito tutti. Non immaginate quanto abbia sofferto mia madre per questa situazione e non esagero se dico che mi sento in colpa anche per la sua morte. In effetti, alcune volte penso che sia morta per il dispiacere dovuto a questa situazione. Purtroppo, giusto o sbagliato, vivo di rimorsi. Quando si diventa mamma o papà si capiscono a fondo i propri genitori. Io li ho capiti troppo tardi. Un particolare non è da ignorare in questa storia... NOI ERAVAMO GEMELLI, parola che va oltre "fratelli". Solo chi è gemello può capire purtroppo. Io dico sempre che i gemelli non sono (cominciando da me) persone "normali": vivono in un mondo diverso, fatto più di emozioni che di parole. Molte persone per consolarmi mi hanno detto che quello che è successo a me è successo a molti fratelli. Sicuro! Ma non a gemelli. Mi rendo conto che è difficile da capire, ma anche da spiegare, a chi non è gemello.
Il fatto che Massimo si metta in discussione è molto bello, ci sono persone che ancora odiano qualcuno ormai scomparso da tempo. Il rapporto tra fratelli è una delle tematiche più controverse del nostro tempo, ma forse si può riassumere in questo modo: anche se è tuo fratello può essere comunque insopportabile. La capacità di tollerare e perdonare ha dei limiti che, anche un fratello, può oltrepassare e non serve a nulla torturarsi per questo. Forse, se suo fratello fosse ancora vivo, Massimo ora non penserebbe a lui... la morte evoca spesso i peggiori fantasmi della nostra coscienza. Forse l'atteggiamento più sensato da tenere, in questo caso, è quello della rassegnazione: ha avuto un fratello gemello, ma non sono andati d'accordo, probabilmente per "colpa" di entrambi. E non ci si può fare nulla. Chissà se Massimo si è mai chiesto se la fidanzata gliela avesse "rubata" il suo fratello maggiore anziché il suo gemello, come si sarebbe comportato? Come sarebbe cambiata la sua vita se si fossi sposato con quella ragazza? Purtroppo non si vive di "sé" e di "ma", la vita ci porta dei momenti di grande felicità ed altri di tristezza, indipendentemente dal fatto che si sia figli unici, gemelli o fratelli. Potrebbe essere positivo provare a rinsaldare i rapporti con i figli del suo co-gemello... la fortuna di essere gemelli è proprio quella: chi meglio di lui conosceva suo fratello? Aver condiviso per 23 anni la vita di tutti i giorni, l'avere gli stessi gusti e gli stessi comportamenti dovrebbe aiutare i suoi figli a ritrovare, nello zio, un pezzettino di papà, senza peraltro sostituirsi a lui. Un'altra possibilità potrebbe essere quella di entrare in contatto con l'organizzazione internazionale TWINLESS TWINS (gemelli senza gemello) che fornisce supporto ai gemelli che hanno subito la perdita del proprio co-gemello (www.twinlesstwins.org). In effetti, proprio l'affermazione di Massimo "NOI ERAVAMO GEMELLI" induce ad una riflessione più profonda. Forse è vero che, per chi tale non è, sia ostico capire certi meccanismi che si instaurano nella coppia gemellare, ma allo stesso modo, è innegabile che anche i "non gemelli" possano incontrare difficoltà nel dialogare con chi si pone, almeno tendenzialmente, come coppia e non come individuo.
Massimo racconta
E' vero! Noi gemelli - con il nostro comportamento - contribuiamo a creare situazioni di "setta", di "casta", di chiusura verso gli altri, ma ciò penso sia dovuto all'educazione ricevuta da piccoli. Per quanto mi riguarda, come ho già detto, non rimprovero i miei genitori per averci trattato da "gemelli"; considerando il periodo, la conoscenza dell'argomento gemelli, la non più giovane età al momento della nostra nascita... hanno fatto miracoli! Spero che - quanto detto sopra - serva come consiglio a tutti i genitori di gemelli: TRATTATELI COME DUE PERSONE DIVERSE, NON DIMENTICATEVI CHE SONO DUE PERSONE DIVERSE. Questo penso debba servire anche nel caso in cui, sfortunatamente, venga a mancare uno dei due... magari l'altro soffre come se avesse perso un fratello e non il gemello. Quando si ha un gemello si è portati a pensare che una parte di noi sia in lui. Da parte mia ho provato, in tutti i modi, a contattare i miei nipoti, ma non vogliono avere rapporti con me. Oggi hanno un'età un po' critica (18 e 15 anni) e, tramite mia sorella, ho saputo che - dopo la morte del padre - si sono un po' "persi". Figuriamoci se non mi piacerebbe avere un rapporto con loro... questa situazione si aggiunge alle altre e mi fa sentire ancora di più in colpa. Spesso mi sono chiesto la causa di questo rifiuto e penso sia dovuta alla mia estrema somiglianza somatica con il padre. Oppure a loro potrebbe essere stata raccontata una diversa "verità" sui fatti accaduti.
Da quanto detto risulta chiara la necessità di considerare i gemelli come persone distinte... ma come fare? Traiamo spunto dalla testimonianza della mamma di due gemelle di un anno e mezzo: "Matilde e Camilla sono ancora piccole, ma hanno un carattere ben definito e distinto. Ogni giorno, però, mi trovo a combattere le mie piccole grandi battaglie per la loro autonomia ed individualità. Mi spiego: sono piccine e, naturalmente, vogliono le stesse cose. Appena una delle due prende un gioco, l'altra lo vuole e giù legnate... Se le vesti in modo diverso (come io mi ostino a fare, anche per i pigiamini e l'intimo!!!) va bene, ma quando le vesti uguali... si rimirano ridendo con un sacco di gridolini!!!! E, per questo motivo, spesso i nonni (con i quali stanno quasi tutte le mattine) tendono a vestirle uguali, a tenerle insieme, a far fare loro le stesse cose!!!!! Non li rimprovero di nulla: l'età, la vita vissuta, le esperienze... però é la mia battaglia quotidiana. Io spero tanto che possano diventare un giorno persone "normali" o se normali non devono essere... allora spero che il fatto di essere "gemelle" le possa rendere "speciali". Anche se le loro strade dovessero separarsi (da mamma spero di non dovermi fare una colpa per questo), spero che il fatto di essere gemelle le spinga ad avere una maggiore sensibilità ed una maggiore fiducia in se stesse."
Probabilmente è vero: i gemelli sono speciali! Può essere d'aiuto e di stimolo - sia per i gemelli, sia per i genitori di gemelli - leggere la testimonianza di una gemella di trent'anni: "“Essere le gemelle” non è stato facile nemmeno per noi: anche per la nostra mamma fermarsi per strada ogni giorno e lasciare che i passanti osservassero allibiti dentro la carrozzina questo piccolo fenomeno della natura era normale. I gemelli o si amano alla follia o si odiano. In entrambi i casi, io credo, sono legatissimi, addirittura fusi. Questo è il problema e ci riguarda tutti: uscire dalla fusione, diventare individui interi (Unici!) e non “metà di una coppia” per essere veramente speciali e fare della gemellarità qualcosa che ti dà un vantaggio rispetto agli altri e non che ti può solo rendere più debole e dipendente, togliendoti la possibilità di esistere. Quello che Massimo forse si era riproposto di fare, riavvicinandosi a tuo fratello, era in realtà separarsi psicologicamente da lui, cosa che non ha potuto fare quella volta innamorandosi perché il fratello, più fuso e dipendente, ha avuto paura di perderlo e si è preso la sua donna considerandola sua in una logica di fusione. Purtroppo la separazione psicologica che desiderava è stata preceduta da una separazione ineluttabile e definitiva che pare non lasciare possibilità. Non è vero: il percorso psicologico di elaborazione della separazione è, almeno quello, individuale, anche per noi gemelli per cui anche Massimo ha una lunga e difficile strada davanti, ma che gli riserverà, io credo, tante gioie e gli restituirà quella parte di sé che non morirà mai."
Massimo racconta
Ecco il vero problema di noi gemelli... penso di avercela messa tutta ad essere "IO" ma vuoi per come sono andate le cose, vuoi per il troppo tempo che ho aspettato a decidermi, vuoi per il fatto che ora non sono più in tempo per farlo sento di aver fallito. So bene che non è facile uscire da questa situazione ma vorrei tornare indietro per poter cambiare la mia vita. Come ho già detto vivo di rimorsi. Per qualche anno mi sono dedicato a far crescere la mia unica figlia (la cosa che più conta nella mia vita), ma ora ha 19 anni e giustamente è cambiato il rapporto che ha con noi genitori. Ed è tornata l'angoscia. Penso di essere in depressione a causa di tutto ciò. Come penso al mio passato, a quello che avrei potuto fare e non ho fatto, mi vengono le lacrime agli occhi. Non posso confidarmi con mia moglie (ho già provato) perché non riesce a capire che sono un "gemello" e che non è semplice uscirne come lei sostiene. Così ho scoperto questo sito e ho pensato di chiedere aiuto a chi sicuramente mi può capire.
Scritto il 02-07-2002