Coppia mista: l'importanza dell'identificazione del gemello con la figura paterna
a cura di Mariarita Barisione
Il fenomeno gemellare è sempre stato studiato sotto molteplici aspetti, ma ancora oggi si dà poco peso all'influenza dell'essere coppia sullo sviluppo della personalità dei bambini ed ai rischi psicologici che i gemelli possono correre qualora vi sia un'errata gestione della gemellarità. Ancor meno rilievo viene dato all'importanza di considerare la coppia mista maschio - femmina come "coppia a rischio" in quanto unità di due parti del tutto complementari e alla assoluta necessità di fornire al maschio della coppia gli strumenti per una corretta identificazione con la figura maschile. Di seguito troverete non un trattato scientifico, ma il racconto di un'esperienza che ponga in primo piano l'assoluta necessità che ha il maschio-gemello della coppia mista di fare cose con il papà, di identificarsi maggiormente con il mondo maschile per staccarsi un po' da quel mondo tutto al femminile costituito da due oggetti d'amore molto forti per lui: la mamma e la sorella gemella.
Alle soglie della preadolescenza ci siamo accorti che qualcosa non andava: Enrico otteneva ottimi risultai scolastici, ma era evidente che il suo comportamento, sia a casa che a scuola, non era adeguato al livello cognitivo e che si era come fermato a tappe evolutive precedenti. Il bambino, infatti, era molto capriccioso, tendeva a piangere in modo sconsolato come accade ai bambini più piccoli, anche le sue scenate di rabbia erano riconducibili ad età cronologiche inferiori. Abbiamo pensato a cosa era possibile fare per aiutarlo a riequilibrare questi due aspetti, diversi metodi educativi "stile fai da te" però non hanno apportato sostanziale variazioni ed alla fine abbiamo deciso di farci aiutare. Ci siamo rivolti ad un team di psicologhe di scuola adleriana, che hanno proceduto ad un'indagine psicodiagnostica. Da questa è emerso (come ci si aspettava) come il piano cognitivo del bambino sia di gran lunga al di sopra della media, mentre quello emotivo sia decisamente indietro e "non al passo". Sono state evidenziate le difficoltà di Enrico di separarsi non solo dalla figura materna, ma anche da quella della co-gemella, vissuta in un certo senso come una "seconda madre". Per questi motivi, ci è stato proposto di iniziare due tipi di percorso: uno per il bambino volto a promuovere una riarmonizzazione emotiva, l'altro per noi genitori ad orientamento psicopedagogico per permetterci di accompagnare positivamente il bambino nel superamento delle difficoltà. Questa modalità di approccio al problema mi ha molto tranquillizzata come madre, perché mi sono sentita dire che il mio bambino non ha nessun tipo di patologia, ma che va aiutato a superare un disagio e questo ha fatto sì che il mio atteggiamento nei suoi confronti sia cambiato e che i rapporti fra tutti i membri della famiglia siano notevolmente migliorati. In secondo luogo, ci è stato dato un preziosissimo consiglio che desidero condividere con chi si trova ad affrontare il percorso di genitorialità di una coppia mista. Già durante il convegno del 2004, che ha visto in natali della nostra associazione, la Professoressa Valente Torre aveva sottolineato la grande l'importanza, nella coppia mista, dell'identificazione del maschietto con la figura paterna, della necessità di staccarsi dalla triade mamma-gemella-gemello. Allora, però, non c'erano poi così tanti problemi con il bambino e non ci siamo sforzati più di tanto. Adesso l'assoluta necessità di questo percorso ci è stata ribadita con forza ed abbiamo iniziato a fare un lavoro in tal senso: ci siamo organizzati in modo tale che il sabato pomeriggio il bambino possa avere il papà tutto per sè, per fare "cose da maschi". All'inizio Enrico non ne voleva sapere, ma pian piano le cose sono cambiate... e in meglio. A parte il fatto che vive con gioia questi momenti vissuti da solo con il papà, ha proprio iniziato a cambiare gusti ed interessi ed è cresciuto entrando nel "mondo dei maschi". Non è necessario pensare a cose particolari da fare, ma ad esempio andare nelle concessionarie a cercare l'auto ideale per le nostre esigenze familiari li ha tenuti impegnati per molto tempo. D'altro canto la co-gemella Sara trova dei momenti con la mamma ed anche lei si sta evolvendo verso un mondo più "femminile": incredibilmente ha indossato una gonna, cosa che non accadeva da anni, e ha voluto farsi mettere lo smalto sulle unghie. Perché è bene non dimenticare come nelle coppie di sesso diverso spesso vengano rovesciate le caratteristiche che - nell'immaginario comune - oppongono mascolinità e femminilità: spesso le bambine appaiono meno timide e più determinate, almeno fino al periodo adolescenziale, e sono più frequentemente dominanti nella coppia.
In conclusione, il mio consiglio in base all'esperienza vissuta è quello di sforzarsi, anche se è difficile con i tempi stretti che la vita ci impone, di dedicare dei tempi solo ad un bambino come se fosse figlio unico e, in particolare, fare attenzione al rapporto che man mano viene a crearsi con la figura paterna. Inoltre, non indugiare a chiedere aiuto a figure esterne che con un occhio più obiettivo possono aiutarci a rimediare ed aggiustare i piccoli errori che, in qualità di genitori, involontariamente commettiamo.
Febbraio 2007