Il metodo Control-crying (o metodo Ferber)
Barbara (Australia): Vedendo tutte le mamme con problemi di sonno ho pensato che forse la mia testimonianza potrà essere utile a qualcuno. In Australia il metodo "control crying" e' molto usato, esistono addirittura delle cliniche in cui si va a passare una settimana e te lo insegnano. Julia aveva 8 mesi e si svegliava continuamente, dormiva al massimo due ore consecutive. Di giorno, dormiva venti minuti per volta. Ho cominciato a sentirmi molto stanca ed ho realizzato che non avrei mai potuto essere la mamma che volevo essere se non avessi fatto qualcosa. Con molte esitazioni e dopo averne discusso in lungo e in largo con mio marito, decidemmo di andare per due giorni in una di quelle cliniche. Fortunatamente mio marito venne con me, da sola non lo avrei mai fatto. Quello che dicono e a cui ora credo anch'io, è che i bambini che non dormono entrano in un circolo vizioso: meno dormono, più sono stanchi e meno riescono a dormire. L'altra cosa su cui si basa il metodo è che tutti ci svegliamo di notte, grandi e piccoli, ma poi ci riaddormentiamo. I bambini ci chiamano, in generale, non perché hanno fame o stanno male, ma perché non sanno riaddormentarsi. Una volta imparato a riaddormentarsi da soli, non avranno più bisogno di chiamarci! Questa e' la teoria. Premetto che io non mi fido molto di quello che c’é scritto sui libri, per cui era la prima volta che seguivo qualcosa di teorico, ma la disperazione aveva davvero avuto la meglio. Nella clinica hanno controllato che Julia non avesse problemi fisici, soprattutto che non fosse sottopeso, in questo caso ovviamente avrebbe avuto bisogno di più poppate (l'unica sotto peso ero io!) e poi ci hanno confermato che era il momento per la nostra piccola di imparare a dormire! La prima notte, che voi ci crediate o no, dormì tutta la notte! Io ancora stento a crederci, ma vi giuro che è vero. Questo è perché non era in camera con noi. Per cui non é stata disturbata dalla nostra presenza e non sentiva il mio odore! Fino a quel momento aveva dormito nel letto con noi, ero giunta al punto che la latteria era aperta tutta la notte e lei poteva tranquillamente servirsi! Ecco perché l'unica sottopeso ero io!!! A casa mettemmo il suo lettino nella sua cameretta e dopo un paio di notti insonni, di mio marito, il trucco funzionò! Questa è la buona notizia, ora vi dò la brutta! NON E' FACILE! Io non potevo sentirla piangere, per cui mio marito si prese la responsabilità di farlo. Ma il fatto e' che bisogna seguire lo stesso metodo anche di giorno, e qui è dove ho dovuto patire le pene dell'inferno. La teoria dice che un bambino di 8 mesi dovrebbe dormire 2 volte al giorno, due pisolini di almeno 1 ora e 1/2. Per cui bisogna applicare il metodo del pianto anche di giorno, altrimenti il bambino sarà confuso e non capirà perché un momento lo facciamo piangere e l'atro lo prendiamo su. Essere costanti è fondamentale. Sempre dovuto alla disperazione decisi che dovevo provare ad avere una routine, cosa che non avevo mai avuto in vita mia. E’ stato un incubo, ma ha funzionato. Mia figlia era una bambina diversa, essendo riposata era più contenta ed il fatto di avere una mamma contenta intorno ha senz'altro aiutato! Julia ha quasi 4 anni, e' una bambina meravigliosa, dorme tutta la notte, non ha incubi (cosa piuttosto comune nei bambini della sua età), adora la sua sorellina, non è mai stata gelosa. E penso che il "control crying" non abbia in nessun modo influenzato la sua personalità. Ma potrei anche sbagliarmi. Per me essere mamma è la cosa più importante: ho scelto di non lavorare per stare a casa con le mie bambine, sono una mamma felice e appagata. Ma per poter dar loro il meglio di me devo dormire. Non dico 8 ore ma almeno 5. Essere genitore è difficile, ma perché deve esserlo? Secondo me può essere molto piacevole e se si riesce a dormire c'é senz'altro un grande miglioramento.
Alessandra R.: "Ho sempre detto che non sono contraria all'uso di farmaci per quanto riguarda i problemi del sonno e, da quando le mie gemelline avevano 9 mesi, ho iniziato ad utilizzarne uno. Tutto sommato, però, se tornassi indietro e ne avessi la possibilità, forse cambierei tattica, visto che i problemi di sonno delle mie bimbe ancora non sono del tutto risolti. L'esperienza che ha fatto Barbara mi sembra ottima e, se per lei ha funzionato, potrebbe funzionare anche per altri. Avrei solo una piccola obiezione: Barbara dice che il bambino non deve essere "disturbato" dalla presenza dei genitori... figuriamoci dalla presenza di un co-gemello che urla disperato! Bisognerebbe avere almeno 2 stanzette a disposizione! Certo, se aprissero qualche clinica di quel genere anche in Italia (magari con una sezione "gemelli") sarebbe una grande conquista... ma ci spero poco!"
Aggiornamento - gennaio 2004:
Ormai le mie "gemelline" hanno 9 anni e per fortuna dormono tutta la notte senza aiuti particolari. In compenso, ora ho altri due figli rispettivamente di 28 e 13 mesi e... anche loro dormono tutta la notte! A dire il vero, tutti e due (ma soprattutto Alessio, il più "grande" dei due) avevano iniziato a darci moltissimi problemi per quel che riguarda il riposo notturno (difficoltà ad addormentarsi, risvegli continui). Quando Alessio aveva circa 14-15 mesi, io ero incinta dell'ultimo figlio (ormai alla fine della gravidanza), avevo una panciona enorme e lui ci faceva fare delle nottatacce tremende, col papà che doveva tirarlo su, cullarlo, dargli la camomilla ogni mezz'ora o giù di lì. Un giorno, per caso, sentimmo parlare alla radio di un libro: "Fate la nanna", di Eduard Estivill e Sylvia De Béjar. Decidemmo di comprarlo. Si trattava di un libretto piccolo piccolo, nel quale, in modo anche divertente, il Dott. Estivill spiegava il suo metodo (per la verità molto simile al Control Crying di cui si parla qua sopra) per insegnare ai bambini a dormire. Lo leggemmo e rileggemmo, cercando di capire se avremmo avuto il coraggio di applicare il metodo al nostro bambino (bisogna essere ben decisi e motivati, perché non è affatto facile, soprattutto iniziare...). Alla fine, stremati dalla stanchezza e dal sonno arretrato, decidemmo di provare. Fu un successo pressoché immediato, visto che Alessio iniziò a dormire tutta la notte fin dal primo giorno! Il principio del metodo è che i bambini devono imparare ad addormentarsi e non possono farglielo se nessuno glielo insegna. Devono imparare ad addormentarsi nel loro lettino senza l'aiuto o la presenza dei genitori, ma nello stesso tempo bisogna far vedere la propria presenza ad intervalli regolari (sempre più lunghi nel tempo) affinché non si sentano abbandonati. Con Mattia, naturalmente, fu tutto ancora più facile: forti dell'esperienza di Alessio, iniziammo senza timori (ma dopo aver dato una "ripassatina" al libro) quando aveva circa 9 mesi (allorché smisi di allattarlo) e anche con lui il successo fu immediato. Ora è davvero piacevole mettere i bambini a letto, augurando loro la buonanotte e uscendo dalla stanza sapendo che loro ora si addormentano sereni e tranquilli.Michela: "Carissimi compagni di viaggio... pure noi siamo vittime, ehehhehe, di due meravigliosi gemellini Alessandro e Sebastiano, leggendo il capitolo sul sonno disturbato dei pargoli... anche i miei non dormivano mai di giorno e di notte si svegliavano più volte rendendomi uno zombie sempre incxxxx... mi sono letta "Fate la nanna" e con tanta pazienza e disciplina... fanno due pisolini al giorno (hanno 6 mesi) e dopo la poppata delle 23.00 dormono come due cucciolotti fino alle 8.00. Funziona!!!! Baci Michela, Marco, Ale &Seba"
Paola B. : "Confesso, innanzitutto, la mia profonda ignoranza: io non ho capito in cosa consiste il "control crying"! Magari contatterò Barbara per avere ulteriori informazioni. A differenza di Alessandra, io ero contraria all'uso di farmaci per far dormire i bambini e, con la primogenita, a parte la camomilla non le ho mai dato niente e seguendo i vari consigli: niente giochi eccitanti, leggere la favola, bere il latte, istituire una serie di "riti del sonno", ecc. ... devo dire che il tutto ha funzionato abbastanza bene. Con Marco (il primo gemello) a nulla è valsa l'esperienza precedente: da due mesi riesco a dormire solo perché lui prende un farmaco a base di Niaprazina!!! Le ho provate tutte:
farlo riposare al pomeriggio così non accumula stanchezza;
non farlo dormire durante il giorno così si stanca;
coccolarlo perché forse ha paura di qualcosa;
lasciarlo piangere per un'ora nella stanza opposta della casa per non sentirlo e ritrovarlo più tardi paonazzo;
dargli di più da mangiare a cena perché forse è fame;
tenerlo più leggero perché forse non aveva digerito;
.............
Insomma Marco
non aveva problemi ad addormentarsi, ma tra l'una e le due immancabilmente si
svegliava e senza un biberon di latte non ne voleva proprio sapere di
riaddormentarsi e non vi dico in che stato io arrivavo a lavorare la mattina
successiva!!! Per salvare il mio equilibrio e la mia credibilità sul lavoro
dovevo dormire!! Così anche la mia (anzi la loro) pediatra mi ha fatto provare
un farmaco a base di Niaprazina dicendomi che però non con tutti funziona. Beh!!
A me è bastato perché Marco ha posticipato la sveglia notturna dalle 2 alle 6 -
6.30 che va già bene. In ogni caso serve ad avere una mamma più serena per tutti
e tre i bimbi. E' dai primi di dicembre che lo prende, ma guai se mi dimentico
di darglielo prima di andare a letto! Adesso io vorrei provare a non darglielo
magari tra sabato e domenica, mio marito invece dice che è meglio ridurre via
via le dosi. Ma già io gliele avevo ridotte rispetto a quanto detto dalla
pediatra (pesa 12 kg e ne prende un cucchiaino raso). Avete qualche ulteriore
consiglio su questo problema già a lungo discusso???... o almeno qualche
incoraggiamento?"
Alessandra
R.:
"Incoraggiamento senz'altro...
Coraggio Paola!!!!! Io non sono contraria all'uso di questo farmaco, ma proprio
perché io stessa ne ho fatto uso con le monelline: come potrei essere contraria?
L'unico problema è che sembra che i bambini trattati con questo genere di
farmaci continuano ad avere problemi ad addormentarsi anche da più grandicelli,
e infatti le mie (5 anni) hanno ancora problemi! Se tu riuscissi davvero a
capire come funziona questo metodo del Control Crying ti consiglierei senz'altro
di provare, magari soffrendo un po' per i primi giorni (magari prendi qualche
giorno di ferie). Se funziona, io penso che ne valga senz'altro la pena!"
Mariarita:
"Cara Paola, innanzi tutto coraggio! Io ti racconto la mia esperienza e ti
propino la mia opinione. Anche io ho avuto problemi di sonno con Enrico (Sara ha
sempre dormito tutta la notte da quando aveva la tenera età di un mese). Io sono
contraria ai farmaci (anche a me questo farmaco era stato consigliato dalla
pediatra), anche perché mia madre è farmacista (ora in pensione) e me lo ha
"vivamente" sconsigliato. In effetti, pare che i bimbi che assumono questo
medicinale, non riescano a risolvere i loro problemi di sonno durante la
crescita... come se non avessero imparato a dormire! In effetti, se tu ci pensi
bene succede anche agli adulti: chi usa a lungo sonniferi si assuefà al
medicinale e fa una fatica enorme (sempre che ci riesca) a tornare a dormire "da
solo". Io devo dire di aver mal sopportato, per un anno, Enrico che si svegliava
anche cinque o sei volte per notte (io e mio marito facevamo i turni o
giornalieri o settimanali nel seguire il pu-pazzo, cercando di "sparpagliarci"
per la casa... in modo da poter andare a lavorare abbastanza svegli). Verso
l'anno mi sono stufata ed ho detto basta!!! Ho piazzato Enrico lontano, come hai
fatto tu, sia di pomeriggio che di notte (ho la fortuna di avere una casa
veramente grande) ed a nulla sono valse le sue lamentele ed i suoi pianti; non è
stato facile anche perché Enrico è un tremendo, quando si mette in testa una
cosa... va avanti per ore! Però nell'arco di una settimana ha imparato ad
addormentarsi da solo ed a svegliarsi senza più urlare disperato; io non gli ho
mai dato da mangiare di notte (intendo dire dopo che si era tolto il pasto
notturno) e tutto è andato bene. Da allora dorme tutta la notte e non si sveglia
mai, ma è comunque mattiniero (ore 6 circa), però gioca con i suoi pupazzi,
parla, a volte (sigh!) canta, ma non chiama e non piange. In quella settimana mi
sono sentita una madre snaturata, anche lui era paonazzo, ma dopo il primo
giorno mi sono imposta di non andare a vederlo... Ho applicato il "control
crying" fai da te. Io ti consiglio di provare a scrivere a Barbara: è una
persona veramente gentile (abita in Australia, ma è italiana... l'australiano è
suo marito), che ha fatto questa scelta in maniera sofferta e che ti potrà dare
buoni consigli. In bocca al lupo, un bacio a tutti (anche al pu-pazzo)"
Paola B.: "Vorrei ringraziarvi tutte per i consigli e grazie anche ai vostri incoraggiamenti nel fine settimana ho provato a non dare niente a Marco. Sabato aveva dormito poco durante il giorno, però nella notte tra sabato e domenica si è svegliato ad un orario imprecisato (1:30 -2:00), di proposito non gli ho dato il "solito" latte e l'ho preso a letto con noi. E' stato un terremoto e io ho dormito poco, o perché piangeva o perché nel sonno gattonava per il letto e io avevo paura che cadesse dal fondo del letto, però bene o male siamo arrivati a mattina. Domenica invece ha dormito molto nel pomeriggio (quasi 3 ore) e anche la notte è andata benissimo. Non mi illudo, so che è presto per cantare vittoria, però sicuramente per questa settimana provo a non dargli il farmaco, ma solo la camomilla nel latte. Vi saprò dire come va e se durante la settimana lavorativa riesco a resistere. Uno dei miei dubbi è anche quello che Marco durante la settimana all'asilo non riesca a dormire bene, io lo conosco e so che ha un sonno molto leggero, quindi forse è un po' disturbato dagli altri bambini. Ad esempio mi hanno detto che quando suo fratello Gabriele si sveglia, incomincia a chiamarlo e le maestre lo devono portare via. Grazie ancora degli incoraggiamenti, ne avevo bisogno!!"
Barbara (Australia) fornisce ulteriori delucidazioni sul metodo "Contro crying":
Scritto nel 1999