Un sostegno morale per i primi mesi
Antonella: "Ciao a tutti, sono la mamma di due gemelline di 7 mesi e mezzo, mio marito ed io siamo stati sempre molto liberi e pieni di interessi, da quando sono arrivate queste due piccole adorabili la nostra vita é talmente cambiata che a volte entriamo un po' in crisi, il problema é che quando lui va a suonare (é la sua grande passione...) abbiamo sempre bisogno di aiuti esterni (nonni), aiuti che ci offrono volentieri ma ci chiediamo quando riuscirò a gestire le bimbe da sola!!!! Io non vedo l'ora di poter uscire da sola con loro due senza aver sempre bisogno di qualcuno che mi aiuti a portarle su e giù per tre piani di scale!!! Scusate lo sfogo ma ho pensato che chi ci é già passato forse può darmi qualche consiglio."
Mariarita: "Abbi ancora un pochino di pazienza: è chiaro che uscire da sola con due bambine che ancora non camminano facendosi tre piani di scale a piedi è impensabile... come potresti fare altrimenti (lasciare le bambine sole e portare giù il passeggino? Impensabile!!! Portare le bambine sotto e tornare a prendere il passeggino? Ancora più impensabile!!! Buttare giù il passeggino per le scale???). Io mi sono sentita veramente liberata da un peso quando i bambini hanno iniziato a camminare e - con la mia presa ferrea - li ho potuti portare a passeggio. Per il momento credo che dovrai abituarti a gestirle da sola in casa (se non lo hai già fatto) e vedrai che il tempo passerà velocissimo!"
Daniela: "Io il passeggino lo lascerei dietro al portone... gli altri condomini porteranno pazienza per un po'. Comunque non scordarti che sei bravissima, le monomamme si lamentano proprio come te, ma ne hanno uno solo!!!!!"
Patrizia
R.: "Come
ti capisco!!! Anch'io il tuo stesso problema: 2°
o 3° piano senza ascensore!! Ho vissuto (e sto ancora vivendo) la tua stanchezza e depressione: all'età di
16 mesi, i miei due puponi (12 kg l'uno, immagina la schiena...) sono ancora
scarrozzati su e giù per le scale in braccio e con la presenza - contemporanea
- di due adulti. E questo nonostante camminino da quando avevano 12 mesi. A meno
che non si abbia un quarto d'ora a disposizione e allora - con la presa ferrea
alla Mariarita e doppie bretellone tipo guinzaglio - ce la si fa, anche da
sole... Quando finirà? Spero presto. Fatti coraggio, prima o poi si incomincerà
a stancarsi di meno (dicono...) Penso però che questo problema
dell'appartamento senza ascensore sia un problema un po' sottovalutato, nei
suggerimenti per i futuri genitori di gemelli: se uno ne ha la possibilità,
dovrebbe a mio avviso cambiare casa prima della nascita, ci si risparmierebbe un
po' di fatica e anche di frustrazione...VERO? Già noi bi-mamme abbiamo un po'
invidia del rapporto esclusivo che si instaura tra una mamma e il suo bambino,
che non possiamo godere appieno per ragioni di tempo, senso di colpa nei
confronti dell'escluso quando ci si dedica ad uno dei due, ecc. Se almeno il
problema delle uscite da sole riuscissimo a superarlo..."
Cristiana: "E' difficile, ma si può fare. Io non ho mai rinunciato a muovermi (ovviamente da sola visto che non avevo nonni a disposizione), ma non ho mai dovuto combattere con tre piani... solo uno. Io facevo così: il passeggino lo lasciavo nell'atrio del condominio, mettevo le bimbe nella culla in modo che non si facessero male e poi avanti e indietro con borse e figlie. In inverno ci si scoraggia di più perché il tempo per imbacuccarsi in tre è pari al tempo che impieghi per qualsiasi commissione, ma in primavera vedrai che sarà più facile. Di grande aiuto mi sono stati il marsupio e lo zaino: in genere usavo il passeggino singolo, per cui una bimba nel passeggino ed una nel marsupio così riuscivo ad essere più agile per entrare in negozi, banca, ecc. Sono faticacce enormi, ma poi tutto passa.. Sii paziente."
Chiara: "Io non mi sono mai fatta scoraggiare da niente e da nessuno, anche ad affrontare tre piani di scale. Le ho sempre scarrozzate contemporaneamente su e giù dappertutto, anche se sono due colossi. Prendi coraggio e provaci, Vedrai che ti stupirai di te stessa."
Ombretta: "Pietro e Martina hanno compiuto 8 mesi lo scorso 21 febbraio e, naturalmente, ho avuto ed ho tutt'ora gli stessi problemi. Comunque ho cominciato a stare sola con loro (per qualche ora) fin da quando sono nati e ho notato che le cose vanno sempre meglio. Forse mi sbaglio, ma secondo me i miei due pargoli hanno imparato ad aspettare il loro turno, per mangiare, giocare, essere cambiati... Per quanto riguarda poi la vecchia vita... ormai è veramente "vecchia" e, sarò pessimista, ma credo che non potrò più riprendere l'esistenza di una volta, ne io ne Alessandro possiamo coltivare i nostri interessi di una volta, perlomeno non tutti. Di questo me ne rendo conto soltanto quando ho un attimo di pace, altrimenti mi manca il tempo anche per fare il punto della situazione!!!"
Vivienne:
"Cara Antonella, anche io all'inizio ero molto scoraggiata; al quarto
giorno in ospedale - quando non riuscivo a gestire le due bimbe strillanti - ho
detto a mio marito piangendo: "Non ce la potrò mai fare abbiamo bisogno di
un aiuto". E invece, aiuto zero... niente nonni, niente babysitter, solo
mio marito che comunque lavora circa dieci ore al giorno.
Anche io ho sempre dovuto fare tre piani senza ascensore e - in genere -
utilizzavo marsupio prima e zaino dopo per una e l'altra in braccio... il
passeggino sotto le scale del condominio in modo che, dal garage, potevo uscire
senza problemi. Lo stesso metodo usavo per casa quando entrambe piangevano, devo
dire che la schiena ha retto bene. Quando hanno iniziato a camminare (io pensavo
fosse la mia liberazione) ho scoperto di essere di nuovo incinta, per i primi
mesi visto che loro non erano in grado di salire bene le scale, le facevo salire
gattonando, cantando canzoncine o dicendo che sopra avremmo trovato un cane un
gatto o altre cose che potevano attirare la loro attenzione e - male che andasse
- ne portavo una in braccio. Adesso sono al nono mese e continuo ad uscire con
loro, che hanno imparato a salire le scale con il solo aiuto della mia mano, non
le prendo mai in braccio e se torno da fuori che loro dormono, le sveglio le
faccio giocare un po' e poi salgo le scale. Una volta mi é capitato che
Francesca si rifiutasse di salire le scale e volesse essere presa in braccio...
ho impiegato più di mezzora sul pianerottolo per convincerla a salire ed oramai
ero quasi rassegnata a chiedere aiuto ad un passante. Per cui se hai l'aiuto
pensi sempre che senza non ce la potresti mai fare. Se l'aiuto non ce l'hai, ti
assicuro che alla fine riesci a trovare il sistema. Per cui non aspettare che
loro inizino a camminare per portarle fuori da sola, provaci sin da adesso. E se
non hai un posto nel sottoscala dove tenere il passeggino mettilo in macchina e
posteggia la macchina sotto casa."
Cristina
C. "OK, Ok, d'accordo
sbrogliarsela da sole - e vi ammiro tanto voi che l'avete fatto - ma se c'è la
possibilità di farsi aiutare, perché non approfittarne? Io di aiuto ne ho
avuto e l'ho accettato, anche perché io sottopressione divento isterica e ne
avrebbero fatto le spese i bimbi. Quindi, cara Antonella, sappi che noi, nelle
assenze di mio marito (o mie), abbiamo approfittato fino ai 10/11 mesi dei
nonni, soprattutto se i momenti dovevano coincidere con l'ora della pappa (per
evitare necessità di bagno dopo-pappa) o del sonno, perché insieme si
cissavano e nessuno dei due riusciva a dormire. Anche le uscite nel giardino
condominiale rendevano necessaria la presenza di due adulti, perché uno voleva
andare di qua ed una di là...
Poi, dopo l'anno, un po' perché stavano in piedi da soli, un po' per i pasti un
po' più solidi, ho iniziato a cavarmela da sola. Quindi, brave voi che ce
l'avete fatta da sole, imbranata io che ho voluto l'aiuto, ma se c'è..."
Giorgio: "Cara Antonella, gli aiuti? Certo che servono... Beato chi li ha... Noi personalmente abbiamo la suocera (mia) che, spesso e volentieri, è in para per i capperi suoi e gli aiuti dobbiamo darli noi a lei, e la "sciura" che ci fa da babysitter, con la quale le due bambine si sono ben ambientate, per fortuna! Non possiamo lamentarci... anche se l'aiuto è per il lunedì ed il venerdì pomeriggio ed il mercoledì tutto intero, cioè i giorni in cui mia moglie va in negozio... Il martedì ed il giovedì ci pensa la Paola perché è a casa, il sabato la Paola non c'è e quindi io faccio il papà da mattina a sera... E quando ci sono da tappare buchi vari c'è la suocera oppure ci sono io. Certo la vita cambia. Cambia eccome. Però bisogna sforzarsi di non farla cambiare più di tanto. Bisogna cercare di continuare ad essere quelli di prima. Già ho lanciato questo segnale a suo tempo, ma nessuno ha risposto, credo che non sia andata giù a molti/e. Purtroppo io la vedo così: si diventa genitori ma bisogna continuare ad essere esseri umani. Un uomo e una donna. Secondo me chi dimentica questo commette un errore."
Myriam: "Buttati... è l'unico sistema!! Io ho l'ascensore, ma se avessi le scale, mi limiterei a lasciare il passeggino nell'androne (se i vicini rompono fallo solo quando tuo marito va fuori e rimani sola) e scenderei con un bimbo nel marsupio ed uno in braccio. Credo che l'orgoglio di farcela da sola sia la più bella ricompensa alla fatica. Non ho aiuti e - se anche potessi averne a pagamento - credo che non prenderei una babysitter, ma piuttosto qualcuno che pulisca in casa. Le bimbe le gestisco da sola, anche in casa... se una piange cerco di parlarle o cantare se intanto l'altra sta poppando, oppure le prendo in braccio entrambe... o meglio cerco di farle poppare insieme. Un grande aiuto l'ho avuto nel momento in cui abbiamo preso i girelli, loro sono libere di muoversi e curiosare ed io di fare quel poco che ci permette di sopravvivere... Capitolo pappa: ogni 10/15 giorni preparo e congelo brodo di verdure, verdure tritate a cubetti e omogeneizzati di pollo e manzo. la mattina tiro fuori il necessario e a pranzo infilo tutto nel microonde, poi aggiungo cereali, olio e parmigiano... 10 minuti e la pappa è pronta; le metto entrambe sul seggiolone ed un cucchiaino per uno le faccio mangiare... Infine il bagnetto :ho comprato due "seggiolini" che si fissano con ventose al fondo vasca e così riesco a fare il bagno ad entrambe... loro giocano tra di loro, poi ne tolgo una, la asciugo e metto il pannolino, poi la seconda e infine tutti a vestirsi... Il resto del tempo cantiamo, gli faccio facce buffe... insomma cerco di impegnarle più che posso... dando comunque degli "orari" ai loro bisogni (nanna, pappa, bagnetto sono a orari quasi fissi). Insomma quello che voglio dirti è di buttarti e tentare, col tempo vedrai che riuscirai a trovare i tuoi ritmi..."
Cristiana:
"Mi riallaccio ai vostri discorsi ed
in particolare alle domande di Antonella. Per quanto riguarda il pianto le mie
bimbe hanno pianto tantissimo: forse perché
avevo una figlia più grande a cui badare, ho sempre lasciato che piangessero
se, a mio avviso, non avevano un motivo valido per farlo (fame, male, ecc.). Se
la vita torna come prima? No, non torna come prima... meglio! Io sto cominciato
in questo periodo ad assaporare la gioia, le soddisfazioni ed il divertimento
della mia grande famiglia. Faccio un esempio: prima delle bambine io e Vladi
andavano spesso a sciare, poi per anni c'è andato solo Vladi da solo, ora
(finalmente) andiamo tutti assieme, costa un patrimonio e ce ne stiamo (per il
momento) tutto il giorno nella pista baby, ma ti giuro che non mi sono mai
divertita tanto. Comunque ha ragione Giorgio: non "bisognerebbe" mai
dimenticarsi che prima di genitori si è "coppia", "uomo" e
"donna" e non è giusto annullarsi per i propri figli, altrimenti non
si sarà capaci di lasciali andare quando arriverà il momento (...e arriverà!).
PERO' NON E' FACILE"
Lara M.: "Quanto ha detto Cristiana è giustissimo. Lo abbiamo voluto noi, sì o no, di diventare genitori? Di 1 - 2 - 3... o quanti figli siano? D'altro canto non possiamo assolutamente pretendere che la nostra vita non cambi di una virgola da prima. Io e mio marito, in questi ultimi tempi, ne parliamo molto e siamo giunti ad una conclusione: ogni momento della nostra vita ha i suoi momenti meravigliosi, PRIMA - senza figli - potevamo assolutamente fare ciò che volevamo, senza orari e senza responsabilità, ora è tutto diverso, prima di tutto perché lo abbiamo voluto noi e poi perché i momenti meravigliosi che viviamo OGGI, con i nostri figli, sono impagabili. Però tutto ciò nasce da "noi due" e se "noi due" ci chiudiamo nel nostro guscio di impegni quotidiani... non potremmo mai dare una "serenità completa" ai nostri figli, perché sono convinta che le nostre esperienze siano l'insegnamento che impartiamo loro nel corso della vita. Quindi prendiamoci dei momenti nostri, delle serate in cui stare soli a parlare... magari (come capita sempre) a parlare di loro, dei nostri gioielli... ma FERMIAMOCI a parlare e a guardarci ancora negli occhi: è lì che ritroviamo il desiderio e l'entusiasmo di avere un figlio... ed è da lì che dobbiamo ripartire nei momenti di sconforto, perché sapremo dare ai nostri figli l'amore più grande. C'è stato un giorno, qualche mese fa, che Giovanni mi ha implorato di trovare una babysitter (perché i 4 nonni si erano infilati in vari impegni e noi non riuscivamo mai ad uscire) vi giuro stavamo soffocando... non è per cattiveria, però - ogni tanto - possiamo dire che CI SIAMO ANCHE NOI DUE???"
Antonella:
"Grazie a Voi tutti, mi siete stati davvero utili e - soprattutto - mi
avete fatto pensare a tante cose... prima fra tutte quella che i figli sono la
cosa più bella che possa capitare ad un uomo e ad una donna e che la vita
cambia, certo, ma tutto sommato in meglio."
Scritto il 04-03-2002