Gravidanze gemellari:
parto cesareo o naturale?
Risponde il Dott. Enrico Periti, laureato in medicina e chirurgia, specialista in ostetricia e ginecologia, specialista in genetica medica, consulente di base in sessuologia, responsabile del Servizio di ecografia e diagnosi prenatale dell'Ospedale "Misericordia e Dolce" di Prato.
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Tratto dall'intervento della Prof.ssa Tullia Todros al convegno di Torino del 25 novembre 2004 "Il taglio cesareo: miti, paure ed evidenze". La Prof.ssa Tullia Todros è Professore di Ginecologia e Ostetricia all’Università di Torino e responsabile dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia ad indirizzo materno-fetale dell’Azienda Ospedaliera OIRM-Sant’Anna di Torino.
Nello studio sono stati complessivamente analizzati 1932 casi di parto in
gravidanze gemellari di età gestazionale > 32 settimane con feti di peso > 1500
g, indipendentemente dalla presentazione del primo gemello. Un basso Apgar a 5’
era meno frequente nei casi di TC programmato quando il primo gemello era in
presentazione podalica. Peraltro, non vi sono differenze fra i due gruppi (TC
programmato versus parto vaginale programmato) per quanto riguarda la mortalità
e la morbilità perinatale. Ciò
suggerisce che il TC programmato non rappresenti un vantaggio quando il primo
gemello è in presentazione cefalica, indipendentemente dalla presentazione del
secondo gemello. Di fatto questo studio conferma le indicazioni dell’ACOG
(American College of Obstetrics and Gynecology) e della SOGC (Società
Canadese) che raccomandano il parto spontaneo nelle presentazioni
vertice/vertice e vertice/non vertice, con incertezza, in quest’ultimo caso, per
pesi stimati < 1500 g. La presentazione podalica del primo gemello rappresenta
indicazione al TC programmato. La
gravidanza gemellare monoamniotica è molto rara (1% dei gemelli monozigotici) ed
in genere rappresenta una indicazione al TC pur in assenza di evidenze
circa i vantaggi di questa procedura.