Allattare tre gemelli si può!

I bimbi di Claudia (Claude)

Ho trovato il sito http://www.fondard.net/ di una famiglia francese, i Fondard, di Lunel, un paese nel sud della Francia, in Camargue, che ha avuto 3 gemelli (in francese multiples, genericamente, o triplés, specificamente): Diane, Nelly e Kevin, alla nascita rispettivamente 2,280 Kg e 43,5 cm 2.420 Kg e 46 cm e 2,700 Kg e 48 cm; la mamma li ha allattati al seno e riporta nel sito la sua testimonianza. La nascita è avvenuta un po' di anni fa (1991), ma il sito è aggiornatissimo ed è bello vedere soprattutto la galleria di foto, con i bimbi che crescono insieme!! Oggi Diana suona il sax, Nelly il clarinetto, Kevin la batteria; fanno arrampicata sportiva, pattinaggio a rotelle... insomma, è bellissimo guardare le foto, anche se non conoscete il francese! Riporto qui sotto la testimonianza sull'allattamento, pubblicata sulla rivista della Lega Latte francese, nel 1991:

Patrizia Rossini, Febbraio 2007

Io ho allattato i miei tre gemelli

Il primo ottobre 1990, al terzo mese di gravidanza, quale sorpresa abbiamo avuto io, mio marito, ma anche il dottore, quando vide 3 piccoli corpicini muoversi sullo schermo dell’apparecchio ecografico! In effetti, 6 settimane prima, avevamo visto solo due sacche, e adesso erano abbondantemente occupate. Avevamo subito avuto la sensazione che la realtà superava le nostre speranze. Volevamo dei gemelli, e stavamo per averne addirittura tre!

Ho dovuto restare a letto praticamente tutto il tempo, perché ero molto affaticata, ma la gravidanza è comunque andata bene. Le otto ultime settimane, trascorse all’ospedale sotto stretta sorveglianza, mi hanno permesso di arrivare al giorno del parto calma e riposata. Ciò mi ha permesso di approfondire la conoscenza dell’equipe medica e di averne completa fiducia.

Il 12 marzo 1991, con parto cesareo sotto anestesia peridurale, sono nati Diane (2 kg 280), Nelly (2 kg 420) e Kevin (2 kg 700). Tre bei bambini, paffuti (??) e in piena salute. Tutto è andato come desideravo, e l’ordine di nascita dei bimbi è stato rispettato, così hanno conservato i nomi che avevamo scelto prima della nascita. Un’ora dopo il parto, che si è svolto in un ambiente molto sereno e gaio, ho potuto allattare al seno i miei 3 bimbi, con un’emozione molto forte.

Il ritorno in camera è stato molto rapido e i bambini sono arrivati 10 minuti dopo di me. Le puericultrici, alle quali avevo già segnalato il mio desiderio di allattare, mi hanno molto aiutato e accorrevano al minimo suono di campanello.

Eravamo cos’ felici di essere finalmente riuniti, io, mio marito e i pupi! I bimbi succhiavano molto bene ed avevano un buon appetito. Poiché ero costretta a letto, ho dovuto trovare una posizione e una tecnica pratica sia per i bambini che per me. Li mettevo in ginocchio sui miei lati, di fronte al seno, con le loro piccole mani intorno al seno, ben attaccati a me. Se ne stavano bene lì, così, e io vedevo a destra e a sinistra una piccola testa che saliva e scendeva e due paia di occhi che non lasciavano i miei.

Potevo anche mettere entrambe le mie braccia dietro le loro schiene per evitare che scivolassero o cadessero per un colpo di reni. Utilizzo ancora questo metodo, che permette di non avere peso addosso e di poter soddisfare due affamati nello stesso tempo. Adesso, inoltre, fanno conversazione quando hanno finito! Ma preferiscono comunque essere da soli a poppare, per avere più coccole e approfittare della loro mamma tutta per sé.

Non sono mai stata scoraggiata dall’allattarli, e quando ho richiesto delle sponde per il letto durante la notte, le ho ottenute e ho potuto coccolare i miei tre bimbi tutti insieme senza paura che scivolassero fuori dal letto. Li ho tenuti con me interamente le due prime notti, così ho potuto instaurare una buona produzione di latte. Una volta che la montata lattea è arrivata, lasciavo i bambini la notte tra le 11 e le 5 del mattino per riposarmi un po’ e le puericultrici davano loro un biberon di latte che avevo raccolto durante la giornata, durante le poppate, usando delle conchiglie raccogli-latte. Non hanno avuto quasi per nulla latte artificiale a complemento.

Dopo 10 giorni dal parto, ho avuto un’occlusione intestinale ed ho dovuto passare 5 giorni in terapia intensiva, separata dai miei bimbi. Il personale mi ha rassicurata, affermando che avrebbero avuto molta cura di loro, e mi hanno dato un tiralatte elettrico. Mio marito mi ha assicurato che sarebbe stato vicino a loro al massimo, affinché avessero almeno il loro papà vicino. E poiché non avevano la possibilità di avere la loro mamma, avrebbero avuto almeno il suo latte.

Il calvario è durato 5 giorni. All’inizio, pensavo di tirarmi il latte ogni 2-3 ore, ma in realtà ero talmente stanca e febbricitante che non ho potuto tirarne che 3 volte 250 grammi, il primo giorno. E’ stato molto duro, perché per vuotare i due seni ci voleva un’ora. All’epoca, ciò comunque era quasi sufficiente per i bambini. Le infermiere portavano ogni volta i biberon di latte ed erano sorpresi della quantità di latte che andava aumentando con il man mano che migliorava la mia salute.

Ho potuto vedere i bambini 5 minuti ogni giorno, ma mai tutti e tre insieme. Ero troppo stanca per prenderli in braccio. Era molto commovente, perché ogni giorno li riscoprivo e li vedevo sotto nuovi occhi.

A forza di volontà e massaggi intestinali, ho potuto evitare l’operazione e il quinto giorno ho potuto tornare nella mia camera e rincontrare i miei bambini. Il giorno prima ero riuscita ad allattarli un po’ per ciascuno e poiché il loro peso era stagnato per 4 giorni, il 5° giorno avevano ripreso peso: il latte di mamma senza mamma non è la stessa cosa per i bambini!!

Per recuperare, i bambini richiedevano una quantità enorme. Mi sembrava che volessero poppare tutto il tempo. Il mio latte, che era un po’ diminuito durante la mia assenza, è tornato in abbondanza e ho potuto di nuovo soddisfarli.

Avevo bisogno di occuparmi dei miei piccoli da sola, perché sentissero bene che ero tornata. Ci hanno messo diversi giorni per calmarsi e ritrovare la loro serenità. Io ci ho messo 10 gironi per rimettermi totalmente da questo incidente di percorso che talvolta avviene dopo un parto. Mio marito era vicino a noi e facevamo i riposini, lui nella poltrona con un bimbo e io sul letto con gli altri due. Eravamo come una persona sola, in questa calma ritrovata.

I piccoli hanno adesso 4 mesi e poppano sempre 3, 4 o 5 volte ciascuno, insieme o separatamente secondo il loro desiderio. Hanno cominciato a mangiare verdure con il cucchiaio a mezzogiorno, e piace loro molto, la sera do’ loro un biberon. Non hanno alcun problema per passare dal seno al cucchiaio o al biberon, ma preferiscono il seno e glielo do’ al massimo possibile. Dormono tutta la notte da quando hanno 6 settimane e pesano ora 5 kg 570 Diane, 5 kg 700 Nelly et 7 kg Kevin. Suscitano l’ammirazione di tutti per il loro vigore e la loro gioia di vivere, ma anche per la loro calma. Penso di allattarli quanto vorranno, finché sarà possibile per me.

Nota a posteriori: Kevin si è svezzato da solo a 11 mesi e mezzo, ma Katherine ha svezzato Diane e Nelly a 18 mesi.

© Katherine Fondard. Questa testimonianza è stata pubblicata nella rivista della Lega Latte Francia N°9 Ott/Nov 1991.


Torna alla pagina precedente