TESTIMONIANZE SULL'ALLATTAMENTO DI MAMME DI GEMELLI
 
 


Matteo e Tommaso, figli di Annalisa
 

Le nuove testimonianze...

Ansinik: "Le mie iene, Federico e Sofia nascono il 3/5/05 alla 35 + 5 con parto cesareo, in seguito alla rottura spontanea del sacco amniotico. Pesano 2.900 kg lui e 1.700 kg lei. Nascono nel "piccolo" ospedale di Merate, lecco, dove lavorano un equipe meravigliosa di pediatri, ostetriche e puericultrici che non ringrazierò mai abbastanza . Che dire... con il mio primo bimbo Niccolò ho allattato fino a 14 mesi senza difficoltà, ero serena e appoggiata da Andrea e famiglia... ci provo! Sembrava complicato, loro sono nati alle 19.30 e fino al mattino non li ho visti perché in incubatrice... pensavo fosse tardi... ma in ospedale mi hanno incoraggiata, attaccavo Chicco e usavo il tiralatte. Dopo solo tre giorni avevo la montata, tiravo fuori un sacco di latte rischiando ingorghi per darlo a Sofia, troppo piccola per succhiare (in realtà si è sempre attaccata meglio di suo fratello!) e attaccavo Chicco. Mi dimettono dopo 5 giorni tenendo dentro i bimbi. La notte puntavo tre sveglie per tirare il latte da lasciare in ospedale per la notte successiva e di giorno stavo con loro, per 8 giorni. Alle dimissioni Sofia era 1.970Kg... ma nel giro di un mese ho salutato il mio fantastico tira latte elettrico, comprato su e-bay in america, MEDELA PUMP INSTYLE, meraviglioso!! Allattavo a volte contemporaneamente, a volte un solo bimbo... come capitava, erano loro a decidere... fino ai sei mesi in modo esclusivo, poi agli otto mesi ho tolto le mille poppate ella notte perché, distrutti dal non dormire, Andrea ha applicato il metodo "fate la nanna" con successo incredibile! Sono andata avanti fino all'anno compiuto, un po' di più con Federico che non ama il latte di mucca (ora, a quasi 16mesi, fa colazione con lo yogurt!)... stancante? bah... io sono più stanca per le lavatrici, i pianti per i litigi, l'organizzazione della giornata, la gestione di un equilibrio a tre a volte un po' troppo delicato Si, ci vuole costanza,ma anche appoggio, soprattutto in ospedale, dove mi hanno fatto sperimentare mille posizioni, dove mi hanno insegnato a crederci ma con filosofia, senza ossessioni...e poi anche il latte è arrivato, tanto, veramente tanto, con buona pace del nostro già provato portafogli!!"

Elena: "I miei due bambini (Rebecca e Gabriele) sono nati il 19 febbraio 2006 con taglio cesareo alla 36a settimana... io prima del parto sono stata ricoverata una ventina di giorni per la pressione alta... e per questo, visto che la situazione non migliorava, mi hanno fatto nascere i miei bimbi un mese prima della data prevista... (sarebbe stato cesareo comunque per scelta della mamma..). Alla nascita pesavano circa due chili e trecento grammi... quindi niente incubatrice! Durante la gravidanza mi sono informata moltissimo sull'allattamento in generale in internet e grazie anche al libro della LLL e sull'allattamento gemellare invece proprio qui, sul vostro sito!! Quindi ero assolutamente decisa a fare di tutto per allattare i miei bambini! In ospedale ho attaccato i bambini il giorno successivo al parto... loro non si attaccavano a lungo... erano piccini e si stancavano parecchio! E io, dal canto mio, avevo del colostro.. ma la quantità inizialmente era quella che era... eppure.. bastava... Le poppate erano ad orario: ogni tre ore circa... quindi i bimbi li attaccavo 7 volte al giorno e le puericultrici per rispettare questa tabella di marcia.. se mi addormentavo (sia di notte che di giorno) mi venivano a bussare sulla spalla... come a dire.."Ehi... forza.. al lavoro! I tuoi figli reclamano!". E poi io intervallavo con il tiralatte... ero sempre attaccata a quell'affare!!!!!! Avevo il mio obiettivo e nessuno mi avrebbe dissuasa: volevo avere il latte per tutti e due! Infatti spesso guardavo dalle vetrate le mamme che riposavano nei loro letti e io, con gli occhi spesso socchiusi per la stanchezza, lì che non mollavo.. però lo ricordo come il periodo più duro. Ma ripeto.... anche se mi trascinavo giù dal letto con la sensazione di un macigno sulle spalle per la stanchezza... andavo diretta senza pensarci!! In ospedale mi davano un solo bambino per pasto... e quello lo attaccavo al seno.... e all'altro ci pensava una puericultrice.... che si sedeva accanto a me (e se non lo faceva... mi sedevo io accanto a lei... ihihihih... per controllare...) e dava il mio colostro (quello che mi tiravo negli intervalli tra le varie poppate) nei bibe monouso... Non volevo assolutamente che dessero l'artificiale!!! E l'avevo fatto presente... ecco perché venivano a "bussarmi"!! Dovevo tenere continuamente stimolato il seno... e se vedevano che di colostro nel frigorifero non ce n'era o cominciava a scarseggiare mi venivano a prendere!! Ahahahah Comunque non ce n'era bisogno... perché mi tenevo d'occhio da sola.. ero un carabiniere! Ihihiihih Insomma.. sintetizzando un po'... alla dimissione mi hanno consigliato i sette pasti ad orario... sempre con pausa di circa tre ore.. per non impazzire. Questo è stato un consiglio che ho voluto...e ripeto... voluto... seguire! Avevo fin da subito deciso, nonostante le tante letture fatte sull'allattamento a richiesta, che io avrei adottato un metodo diverso: avrei allattato al seno, ma ad orari prestabiliti.. cercando di fare il possibile affinchè i due fratellini ci riuscissero. Avevo con questo deciso anche che la notte di latte non ne avrei dato! Ultima poppata a mezzanotte! E poi... nanna per tutti.... fino al mattino.. verso le sei.. Non che i primi tempi non si svegliassero di notte... però quando accadeva.. ciuccio! E loro riprendevano la nanna. Così facendo piano piano non si sono più svegliati nel cuore della notte! Com'è andata e come sta andando....? Benissimissimo!!!!! Nel senso che allatto esclusivamente al seno in contemporanea i miei due bambini da sei mesi e mezzo....e sto proseguendo. Ho appena iniziato lo svezzamento.. sì.. da due settimane... con la pappa di mezzogiorno... che sostituendo una poppata... mi permette persino ta da da daaaaaaaaaaa di congelare il latte!!!!!!!! Sono troppo contenta!!! Congelare?? Sì, perché.... ancora mi tiro il latte! Lo tiro 6/7 volte al giorno... e questo perchè..? E' stato il mio modo di allattare fin dall'inizio.. In principio i pasti erano sette, poi sei, poi cinque... ma questo decrescere è stato abbastanza rapido direi.... ogni 15/20 giorni circa.. toglievo un pasto.. sino ad arrivare ai 4 pasti.... e ciò è quindi accaduto presto.. L'ho fatto per evitare di svegliarli e farli mangiare ogni tre ore... perché molto spesso... mi toccava interrompere i loro beati sonnellini! E non mi piaceva 'sta cosa! Quindi tra un pasto e l'altro ora c'erano 5 ore di stacco... era anche una bella pausa per me.. (nonostante l'appuntamento con il tiralatte!). Ovviamente come mi regolavo per la quantità..? Sapevo dell'esistenza della formula secondo la quale 150 va moltiplicato per il peso del bambino e poi il risultato va diviso per il numero dei pasti da voler far fare.. ottenendo in questo modo la quantità di latte per pasto che il bambino dovrebbe aver assicurato. (E' una formula che viene utilizzata con il latte artificiale, ma che pù o meno vale anche per il latte materno... più o meno!) Quindi?? Quindi doppia pesata!! Li ho sempre pesati prima e dopo ogni pasto.. e se non veniva raggiunta la quantità ideale... non facevo altro che andare al mio frigorifero e prelevare la differenza dalle boccette che avevo riempito grazie al tiralatte. Quindi si sono abituati al seno e al biberon... certo... non senza problemi... Visto che per tutto il primo mese... ho patito un male pazzesco ogni volta che si sono attaccati!! Ovviamente hanno dovuto imparare ad attaccarsi a me in maniera diversa di come si attaccavano al biberon... e questo ha comportato una certa sofferenza fisica per la mamma... qualche volta con tanto di lacrime per il dolore! Ho congelato parecchio latte nell'arco di 5 mesi! E quando sono arrivata nel sesto mese.... e ho temuto di non aver abbastanza latte... perché ormai mi mangiavano 200 ml a pasto... (insomma un litro e seicento al giorno!!!) per fortuna ho potuto usufruire delle mie scorte!!!! Se no non ce l'avrei fatta. Sono felicissima di essere riuscita, anche se a modo mio, ad allattare i miei bambini solo col mio latte.... temevo di non riuscirci... mi dicevo che due insomma... sono due.... che il corpo di una donna... è fatto per allattarne uno per gravidanza di bimbo... visto che la gravidanza gemellare non è fisiologica! E invece... ci vuole una forte motivazione! Gente intorno che ti sostiene tanto!!! (Vedi mio marito) E gente che ti permetta di poterti dedicare solo ai bambini!!! (Vedi mia mamma.... che viene tutti i giorni da me.. anche per la casa!)..... Ed il gioco è fatto!!! E... ragazze... ma chi se la poteva perdere un'esperienza così coinvolgente??? Io mica l'ho mai provata una cosa così bella!!! Quando loro si uniscono a me per la loro poppata...... provo una sensazione... ecco... di completezza!!! Che bello.. che bello!!!!! Auguro a tutte le donne di provarla!"

Marzia: "Innanzi tutto mi stupisco di quante donne hanno allattato i loro gemelli, credevo di essere una mosca bianca, infatti già al corso pre-parto l'ostetrica (nonché consulente per l'allattamento!!!!!! ) mi disse che in 25 anni di carriera aveva visto solo una donna arrivare a 5 mesi di allattamento, ma che "faceva solo quello"… (???) Io pensavo che, dopotutto, non avevo nulla da perdere nel provarci. Quando finirà il latte finirà… Le bambine però sono nate premature e ho chiesto consiglio ai medici, che mi dissero che le bimbe alla settimana 33 erano troppo deboli per attaccarsi e mangiare, così mi indirizzarono al tiralatte. Tuttavia mi dicevano che, abituate al biberon, avrebbero faticato a mangiare dal seno. Mi tiravo il latte ogni 3 ore e sinceramente cominciavo a demoralizzarmi già dopo la prima settimana, la quantità non era mai a sufficienza per tutte e due, così c'è stato bisogno dell'integrazione del latte artificiale fin da subito. Quando finalmente sono uscite dall'incubatrice ho insistito per provare ad attaccarle e per fortuna hanno mangiato voracemente fin da subito… ancora pochi giorni e avrei desistito, odiavo il rumore da trattorino di quel tiralatte…. Non sono mai riuscita ad allattarle insieme, in caso di fame contemporanea mi tenevo a portata di mano il latte artificiale, ma col passare del tempo ho imparato ad organizzarmi e il latte artificiale non l'ho usato che alla sera, nella speranza che saltassero il pasto notturno (fatto fino ai 7 mesi). Non ho avuto molto aiuto dalla pediatra della mutua, ai miei dubbi e le mie insicurezze mi rispondeva di fare la doppia pesata ad ogni pasto (non solo non la si fa più da 30 anni, ma con due gemelle… stendiamo un velo pietoso), e ahimé non conoscevo il forum. In compenso devo ringraziare la mia famiglia e soprattutto mio marito, che mi ha sempre aiutata in tutto, dandomi appoggio morale e fisico. Quante volte mi ha detto di stare seduta che ci pensava lui…. alle faccende domestiche, alle bambine, anche di notte…. Un mito! A maggio ho ripreso il lavoro, le bimbe hanno cominciato con le pappe, piano piano hanno saltato il pasto di notte e così il latte se ne è andato da solo…. Sono stata davvero fortunata, niente ragadi, niente extra stress, niente disturbi… solo una gran perdita di capelli e due "medaglie al valore" al posto delle tette... ma sono molto felice di come è andata!"

Serena: "La mia è una testimonianza molto recente dato che ho smesso di allattare solo due settimane fa. Durante la gravidanza sono sempre stata molto scettica ad allattare al seno, vedevo i miei primi mesi da mamma chiusa in casa sempre col seno a portata di bocca. Quando sono nati però tutto si è rivelato mooolto peggio: Alessandro non si attaccava nonostante fosse quasi 2 chili e 7, la bocca era troppo piccola e dil mio seno troppo grosso; Lorenzo si attaccava male e già dopo il primo giorno dalla nascita avevo i capezzoli rovinati e infiammati. Persino le infermiere del nido dopo ripetute prove e tentativi di farli attaccare arrivavano stremate col il bottiglino di artificiale. Io ed i bimbi siamo stati dimessi al 4 giorno (loro erano in dimissione già il giorno prima ma io ero stroppo malconcia per uscire) e fino ad allora non ero ancora mai riuscita a farli attaccare, ero terrorizzata. La sera prima una infermiera mia aveva portato un paracapezzoli e sembrava funzionare, quindi il primo giorno a casa abbiamo utilizzato quello unitamente al latte artificiale, io comunque non avevo avuto ancora la montata lattea e mi ero convinta che non sarebbe arrivata. Al sesto giorno dalla nascita dei bimbi ecco che arriva il latte, in quantità enorme, almeno 300 ml per poppata, peccato che loro non si attacavano e così mi sono armata di tiralatte elettrico ed ho preso l'abitudine di tirare prima delle poppate e poi alimentarli col biberon. In pratica passavo 7 ore a tirare e altre 7 a dare da mangiare, ero sull'orlo del suicidio (la notte poi mi addormentavo con il tiralatte attaccato). Alla fine del secondo mese dei bimbi e dopo due belle mastiti il latte ha iniziato a diminuire per motivi a me ancora sconosciuti, ed è scomparso totalmente una settimana dopo il compimento del loro terzo mese. Loro detestano il latte artificiale ed ora praticamente non mangiano niente, questo mi rattrista ed impensierisce parecchio, ma d'altra parte mi sembra di aver recuperato un'esistenza umana che in questi mesi è stata completamente assente. Spero che se ci sarà in futuro un'altro bimbo, avrò un'esperienza migliore."

Valentina: "Quando sono nate le mie pituse non ho potuto allattarle subito perché le infermiere non mi hanno aiutata, poi loro erano piccole in incubatrice e io avevo la sciatica e ...non avevano la carrozzina per darmi uno strappo al nido... lasciamo perdere che mi viene ancora il nervoso. Ho iniziato subito con il tiralatte elettrico e per fortuna il latte mi è venuto subito. Così abbiamo iniziato a dare il biberon e quando mi hanno dimesso portavo il latte una volta al giorno e le infermiere mi chiamavano mucca! Alla dimissione di Laura hanno deciso di farmi provare ad attaccarla e sembrava mangiare bene. A casa però si stancava e così me lo toglievo con il tiralatte, mio compagno di molte ore. Quando ero sola, quasi sempre, preferivo toglierlo con tiralatte per dare loro da mangiare quando avevano fame, e tirarmelo quando erano a pancia piena. Se avevo un aiuto potevo perdere più tempo con l'allattamento. Fino a quattro mesi hanno mangiato solo il mio latte, in ferie ho iniziato ad usare il latte congelato prima e poi quello in polvere e grazie alle ferie ho attaccato di più le bimbe perché non avevo altro da fare che occuparmi di loro. Così al ritorno dalle vacanze ho appeso al chiodo il fido tiralatte e ho allattato di più. Che comodità, la mattina, allattare a letto senza doversi alzare a scaldare il biberon. Una pacchia!!!Devo dire che le ostetriche e infermiere dell'ospedale non mi hanno per niente incoraggiata ne aiutata per l'allattamento. Per fortuna ero motivata anche dal fatto che loro erano piccine e io sono convinta che il latte materno aiuti molto. Una mia zia ultraottantenne fa parte delle famose balie da latte che un tempo dopo aver allattato un po' i propri figli andavano ad allattare i figli di famiglie benestanti. Lei ha allattato per mesi 2 gemelli il cui papà aveva una fabbrica di latte in polvere a Milano, quindi se c'era riuscita lei potevo riuscirci pure io. Ora le bimbe hanno 6 mesi e abbiamo iniziato con le pappe per cui le allatto il mattino e il pomeriggio, e se hanno bisogno del contatto per prendere sonno, purtroppo hanno messo i dentini da 20 giorni e mordono tantissimo. Coraggio bi mamme cercate di allattare i vostri bimbi"

Evita: "Premetto che la mia prima figlia è stata allattata esclusivamente al seno per 6 mesi, poi ho le ho tolto un pasto ogni 15 – 20 giorni, fino ad arrivare all’ultima poppata che aveva 9 mesi e sono passata direttamente al latte vaccino allungato con acqua. Nonostante i pareri contrari di tutti quelli che mi stavano intorno (tranne mio marito), durante la gravidanza gemellare ero convinta di due cose: che avrei partorito naturalmente e che avrei allattato, o almeno che avrei fatto di tutto per riuscire in entrambe le cose. E così è stato. Ho partorito Andrea (kg 2,550) e Gabriele (kg 2,160) naturalmente a 38 settimane all’ospedale di Alessandria. Dopo un paio d’ore nella culla termica ce li hanno dati, ma quando ho detto che me li sarei tenuti in stanza e che li volevo attaccare, mi hanno guardato male e hanno cercato di farmi desistere. Io ho insistito e ho vinto, anche grazie al fatto che i ragazzi si sono attaccati subito e ciucciavano che era una meraviglia. I primi due mesi sono stati duri, li attaccavo a dx e a sx in maniera alternata ogni 2 ore e mezza, urlavano molto e avevo la senzazione che mangiassero male: c’era la volta che Gabri si saziava in 5 minuti e la volta successiva dopo mezz’ora urlava ancora se lo staccavo. Andrea ciucciava sempre più di mezz’ora. Poi ho letto un’articolo della LLL sull’allattamento gemellare dove consigliavano di dare un seno ad ogni gemello. E’ stata la soluzione di tutto: Andrea a dx e Gabriele a sx e da allora tutto è andato liscio e siamo arrivati a 5 mesi di allattamento esclusivo al seno."

Daniela: "La mia esperienza è stata piuttosto negativa, voglio lasciare la mia testimonianza......e che sia di aiuto a qualche mamma per magari evitare i miei errori..... fin dall'inizio della gravidanza ero fermamente convinta nell'allattare al seno le mie gemelle... conoscevo i benefici e il ragguardevole risparmio economico....quindi mi ero imposta di allattare fin da subito le mie piccoline....ma qui sorge il primo problema... io volevo fare un cesareo (lo ammetto... sono stata una vera fifona.....e dire che le piccole erano tutte e due cefaliche). si sa che con il cesareo fanno passare anche 4/5 ore prima che ti portino i bimbi ma io volevo attaccarle subito....poi mi sono informata meglio e ho saputo che per avviare un buon allattamento bisogna farlo entro le 24 ore......BENE CE LA POSSO ANCORA FARE!!!! macché... le mie bimbe, anche se alla nascita avevano un buon peso (2650 e 2570) e non erano affatto premature (38 settimane) , facevano fatica a succhiare e si stancavano molto......un vero peccato anche perché già al terzo giorno dopo taglio cesareo mi è venuta una GRAN montata lattea, del tipo che allattavo le mie gemelle e il bimbo della mia vicina di letto!!!!!!!!!!!!!! purtroppo le mie pupe non amavano la tetta... e quindi che fare???? TIRALATTE!!!!!!!!!!! e li comincia il mio lungo tirare tirare tirare....il che mi portava a tirare circa 120cc di latte per tetta per volta!!!!!!!!!!!!!! quindi lo somministravo con i biberon monouso che le mie piccole pesti adoravano molto più del mio soffice (e grande) seno (e dire che prima della gravidanza avevo una seconda scarsa )......quindi disillusa dall'allattarle direttamente dal seno ( cosa che mi è spiaciuta un sacco....perché è troooooooooooppooooooo bello!!! )....ho continuato fermamente a tirarmi il latte per darlo col bibe. alle dimissioni... tutta contenta....vengo raggelata dal personale che mi dice di non illudermi e di tenermi in casa una confezione di latte artificiale perché "tanto non ce la farà ad allattare tutte due" (devo dire che solo un paio di ginecologi si sono congratulati con me per quello che stavo facendo, e un ostetrica che in quei 5 gg mi ha aiutata "spremendomi" il seno duro duro per evitare ingorghi ecc)!! naturalmente non li ho ascoltati e , una vota tornata a casa ho continuato a fare quello che facevo in ospedale...... purtroppo a questo punto qualcosa è andato storto e credetemi quando vi dico che non so bene cosa... dopo 2 settimane di allattamento esclusivo......dopo varie tirate ogni 4 ore circa (tranne la notte) il latte MI è SPARITO DEL TUTTO... ora non so se sia stata stanchezza eccessiva ( con 2 gemelli si sa che è molto dura) o il mio sbaglio di non tirare la notte....ma il latte di colpo è andato via e con lui tutte le mie speranze. non voglio assolutamente dare ragione a chi quel giorno, alla dimissione, mi disse che non ce l'avrei fatta perché, PORCA MISERIACCIA, io SO che ce la potevo fare. ripeto non so dove ho sbagliato... ma sono sicura che se vuoi, il latte ce l'hai, poi basta una giusta suzione (o tirata). le mie bimbe sono cresciute benissimo anche con il latte artificiale certo... ma quel senso di colpa ancora un po ce l'ho. spero con cuore di riuscirci in una ipotetica seconda gravidanza sia che sia uno sia che siano 2!!!! mi scuso se mi sono divulgata un po' troppo, ma ci voleva questo sfogo... non l'ho mai detto a nessuno............ un bacio grande e un in bocca al lupo per tutte le mamme che vorranno "provare" ad allattare esclusivamente i loro bimbi!"

Maria Silvia: "Subito dopo il cesareo ho attaccato al seno i piccoli, e li ho attaccati spesso nei due giorni successivi, sono partita in quarta perchè venivo da due anni e mezzo di allattamento della maggiore ma la posizione scomoda e l'incapacità iniziale di Giorgio a ciucciare bene (soprannominato morditopo) mi hanno procurato delle ragadi e degli orrendi e dolorosissimi lividi sul seno, due giorni dopo una enorme montata lattea moi sono resa conto che i bambini non riuscivano più a mangiare e che il latte non usciva, l'ostetrica sosteneva che non avevo ancora avuto la montata e di pazientare, invece mi è iniziato un ingorgo che sono riuscita parzialmente ad ammorbidire con delle docce calde. per una decina di giorni a ogni ciucciata vedevo le stelle ma ho resistito, oin alcuni casi ho anche cacciato qualche urlo di dolore, poi mi è salita la febbre a trentanove e mezzo per tre giorni e ho preso tre pasticche al giorno di augmentin continuando a far tirare i piccoli, poi una notte dormendo su un fianco mi sono svegliata in un lago di latte e il seno su cui ero appoggiata finalmente morbido, l'altro mi ha fatto male più a lungo, comunque i bambini crescevano 500 grammi a settimana dunque non volevo passare al latte artificiale, poco a poco ha smesso di farmi male anche l'altro seno. In questa fase iniziale li attaccavo molto spesso, ma sentivo di dover arrivare ad una buona produzione di latte. La seconda fase critica è stata quando sono stati ricoverati in ospedale, prima uno poi l'altro. Ho preso un tiralatte e facevo avanti e indietro. In particolare dopo una nottata sveglia e senza mangiare al prointo soccorso la produzione di latte è molto calata, inoltre uno dei gemelli apprezzava molto il biberon e tendeva a ciancicare il seno senza tirare tanto bene, ho risolto mangiando e bevendo moltissimo, mettendomi a letto a dormire anche di giorno e facendo sparire il bibe. Ora hanno quattro mesi e sembrano soddisfatti, crescono e mangiano così: mattina alle sette poi dormono fino verso dieci rimangiano poi verso ora pranzo rimangiano nel pomeriggio fanno una lunga dormita e poi mangiano molto spesso nelle ore serali, fanno un primo riposino dopo le otto, una serie di mangiate tra le dieci e mezzanotte e poi dormono. Insomma non so bene quanto mangiano a dire il vero comunque siamo tutti e tre contenti, un po' meno la sorella maggiore che ogni tanto vuole metterli a dieta."

Carla (mamma di tre gemelli): "I miei sono nati alla 32esima (1,4 - 1,6 - 1,9 kg) e fortunatamente non hanno avuto grossi problemi. Sono nati l'11 luglio e ce li hanno dati "a rate". Entro ferragosto li avevamo tutti a casa. Io ho avuto la montata lattea 2 giorni dopo il parto, e ne avevo davvero molto. Però il "molto" è relativo ...all'inizio i piccoli facevano pasti "da uccellini", quindi sembrava tantissimo, e hanno bevuto esclusivamente il mio latte per 3 mesi. Però non ce l'ho fatta ad allattarli esclusivamente al seno ... per cui usavo il tiralatte e io più i vari aiuti (papi, nonna, tata) glielo davamo con il biberon. Al terzo mese ho iniziato ad integrare con l'artificiale. Entro i 5 mesi il mio era troppo poco sul totale, quindi ho usato esclusivamente l'artificiale."

Manuela (mamma di tre gemelli): "Ho partorito alla 29+6 ed in 3° giornata ho avuto la montata lattea, qualche problema "burocratico" in ospedale, al S.Anna. Tant'e' che i primi 2 gg di colostro e latte sono finiti nello scarico del lavandino ospedaliero, perché nessuno poteva portarli nel frigo adibito alla raccolta latte e poi tanto non sarei sicuramente riuscita ad allattare, secondo le varie infermiere... Invece a discapito di tutto e tutti li ho allattati tutti e 3 e solo con il mio latte fino ai 9 mesi. Naturalmente nessuno mi ha mai fatto vedere come allattarli contemporaneamente, mi sono arrangiata ed é stata una splendida esperienza!"

Simona (mamma di due gemelli): "Ho partorito naturalmente all'ospedale S.Anna di Torino in data 8/8/2004 alla 37° settimana. I bimbi pesavano 2,300 kg Matilda e 3,280 kg Stefano.
Durante la gravidanza ho cercato di recuperare informazioni sull'allattamento in generale e in particolare su quello dei gemelli documentandomi su internet e soprattutto leggendo quanto già presente su questo sito.
Intorno ai sette mesi di gestazioneho partecipato a uno degli incontri della Lega del Latte a orino dove ho incontrato delle persone molto gradevoli che mi hanno dato consigli pratici. Ho sempre pensato che l'allattamento al seno, se possibile, era un punto importante per la crescita di ogni bambino e le mamme che ho avuto modo di incontrare a questa riunione mi hanno molto spronato a tentare il possibile nonostante le mille paure nel caso dei gemelli.
Le informazioni relative alla Lega del Latte le avevo trovate proprio sul sito del mondo dei gemelli!
In ospedale Stefano di giorno è stato sempre in stanza con mamma  e così abbiamo potuto fare dei tentativi di allattamento anche se mamma non aveva latte, ma solo colostro. Lui si è attaccato bene da subito. Al terzo giorno, non essendo sopraggiunta la montata lattea gli abbiamo somministrato della glucosata e poi il latte artificiale.
Matilda è stata trattenuta al nido visto il peso un po' bassino e considerato che la camera di mamma era piuttosto affollata.
L'ho rivista solo dopo 30-40 ore dal parto perché purtroppo non ero in condizioni di mettermi seduta sul letto (emoglobina a 6!) e quindi non potevo pensare neppure lontanamente di scendere al nido a piedi e tantomeno in carrozzella!
Dal secondo giorno dopo il parto però ho iniziato ad andare da lei al mattino e al pomeriggio ai momenti della pappa per provare ad attaccarla seno. Lei non pareva molto intenzionata, ma non ho mai desistito. Prima giocavamo un po' con il seno di mamma e poi le davamo il latte artificiale.
Il problema più grosso era l'organizzazione per andare da lei perché mamma doveva essere accompagnata in carrozzella a causa dell'infinita debolezza, ma Stefano, che non ci era permesso di portare con noi al nido, non poteva essere abbandonato da solo in camera. Ogni volta cercavamo qualche volontario di passaggio che si occupasse di lui oppure lo lasciavamo solo i due minuti necessari a scendere al nido, poi la nonna tornava da lui e scendeva di nuovo a recuperare mamma al nido dopo un tempo prefissato, insomma un pasticcio (ma è possibile che le infermiere di turno non possano accompagnarti in caso di necessità!?!).
Al 5° giorno dopo il parto siamo tornati a casa, in occasione di ogni poppata attaccavo i bimbi al seno e poi davo loro il latte artificiale, ma al 6° giorno è arrivato il latte di mamma.
La prima a beneficiarne è stata Matilda, la più piccina!
Purtroppo il latte di mamma non era sufficiente per entrambi, quindi ,in accordo con il pediatra abbiamo favorito sempre Matilda che era più piccola al seno.
In pratica al mattino li allattavo in contemporanea al seno mentre per il resto della giornata Matilda faceva ancora 3-4 pasti al seno e 1-2 con il latte artificiale mentre Stefano ne faceva 3-4 con il biberon e 1-2 al seno.
Per fortuna entrambi si sono adattati a mangiare in modo misto senza rifiutare mai né il seno di mamma né il biberon.
I pasti in totale erano 6 per bimbo e la crescita è sempre stata molto rilevante per entrambi.
Purtroppo dopo 1 mese e 20 giorni il mio latte ha iniziato a diminuire gradatamente (forse per stanchezza!).
Risultato: non era più sufficiente a completare i loro pasti e ad ogni poppata era necessario un po' di allattamento al seno e un'aggiunta con il biberon.
Questo tipo di gestione l'ho ritenuto troppo pesante per la stanchezza dell'intera famiglia e quindi siamo passati a un allattamento totalmente artificiale .
In ogni caso a due mesi i pasti di notte sono finiti e a tre mesi i pasti totali al giorno sono diventati 4.
Ora i bimbi sono diventati grandi, hanno 19 mesi e pesano rispettivamente 11,5 kg  per 83 cm di altezza (Matilda) e 16,250 kg per 88 cm di altezza (Stefano).
Purtroppo in ospedale ho avuto un'ottima assistenza per il parto, ma direi che per l'allattamento non ho mai avuto aiuti di nessun genere.
Ringrazio ancora questo sito per l'aiuto che mi ha dato e consiglio a tutte di contattare le mamme della lega del latte, a volte anche solo con una telefonata sanno fornire consigli utili o almeno un conforto!
L'allattamento di Matilda e Stefano è durato molto poco, ma ne è comunque valsa la pena per loro, ma soprattutto per me!
Ricordo però anche le parole del nostro pediatra (persona di cui ho molta stima) il quale mi disse che l'allattamento è importante, ma anche questo non deve diventare una fonte di stress, è sempre molto importante che sia vissuto bene dalla mamma!
Buona avventura a tutte!"

Carla (mamma di un primogenito e di due gemelli): "Ciao a tutti, ho un po' di tempo e vorrei aggiungere la mia testimonianza, visto che le vostre mi sono servite durante la gravidanza e l'allattamento.
Sin dalla gravidanza mi son preoccupata dell'allattamento al seno, mi sono informata soprattutto sul sito, ho stampato materiale, guardato le foto per la posizione da far assumere ai bambini, ecc.ecc.. Per fortuna avevo esperienza di allattamento: ho allattato il mio primo figlio (nato a 42 settimane, parto naturale, Kg.3.050) fino a 2 anni e mezzo, con una piccola crisi verso i 3-4 mesi, quando probabilmente il piccolo voleva qualcosina in più; crisi risolta attaccandolo  e cambiando seno in continuazione.
Pietro e Emma sono nati alla 37 settimana, parto naturale, peso di entrambi intorno ai 2.150 Kg. Non avevano particolari problemi ma sono rimasti in TIN circa 15 giorni perché, secondo i medici, dovevano raggiungere almeno 2.300 Kg per essere dimessi; alla fine mi è stato permesso di allattarli dopo circa una settimana (nel frattempo mi tiravo il latte) e per una sola volta al giorno. Con Pietro è andata benissimo, si è attaccato subito; Emma invece la prima volta continuava a guardarmi e non si attaccava; ricordo l'infermiera che si avvicinò e dopo un po' che tentavo mi disse: "Signora ma questo seno è vuoto": La mia risposta è stata :"Per favore se ne vada". Ovviamente poi Emma si è attaccata e tutto è proseguito bene anche con lei. Mi domando cosa avrei fatto se non avessi avuto già l'esperienza e la determinazione che avevo; tengo comunque a precisare che invece la capo-ostetrica è stata carinissima, mi supportava soprattutto psicologicamente vista l'assurdità di poter vedere i bimbi solo 2 volte al giorno e di poterli allattare solo una. Arrivati a casa l'allattamento è proseguito, stavo ore sulla poltrona con i bimbi attaccati contemporaneamente (non so perché ma non sono mai riuscita a utilizzare il cuscinone). Successivamente ho alternato poppate naturali con quelle artificiali (che somministrava solo mio marito, io avevo il terrore di sbagliare qualcosa). Ho smesso di allattare Pietro verso i 18 mesi, è stato naturale, lui non ha più chiesto e io non ho più dato; Emma si attacca ancora adesso  (27 mesi) ma solo la sera per addormentarsi e nei risvegli notturni (Estivill questo sconosciuto). Ogni tanto le chiedo se le piace ancora il latte della mamma e lei risponde.
Il consiglio che mi permetto di dare alle mamme in attesa è quello di provarci sempre e comunque; anche solo riuscire a dare una poppata al giorno è un successo, insomma non è importante la quantità del latte ma la qualità del gesto!"

Annamaria (mamma di un primogenito e di due gemelli): Ecco la mia esperienza, sto ancora allattando e i pupattoli hanno 5 mesi e mezzo, ma partiamo dall’inizio.
Il 25-6-03 è nato Mattia (4225 gr) che ho allattato al seno (ma non in modo esclusivo) fino a 16 mesi con tantissime difficoltà iniziali dovute all'inesperienza (mastite prima, latte scarso poi, ecc.). Proprio queste difficoltà mi hanno portato a documentarmi: internet, LLL, libri, ostetriche, mamme e altro ancora.
Prima di rimanere di nuovo incinta pensavo "se avrò un secondo bimbo so bene cosa devo fare e le cose andranno molto meglio" ...ma quando ho saputo che di bimbi ne avrei avuti 2 non ero + tanto sicura che le cose sarebbero andate così.
Il 18/8/2005, a 39 sett e 4 gg, con parto naturale sono nati Andrea e Francesco (podalico), gemelli omozigoti, pesavano 3,285 e 3,625, stavano bene (Andrea 10/10 di apgar, Francesco 8/10, 10/10 dopo 5 minuti): ero già così felice che anche se l'allattamento non sarebbe andato bene avevo di cosa ringraziare il cielo. Comunque il minimo era provare... nato alle 6,25 Andrea, 20 minuti dopo Francesco, alle 7,45 ero in camera e li ho subito attaccati con l'aiuto e l'incoraggiamento del personale (rooming-in).
Ciucciavano entrambi bene, dopo 2 settimane di allattamento a richiesta erano cresciuti 600 gr l'uno ma io ero uno straccio, mio marito e mia mamma dovevano tornare al lavoro e ho avuto un momento di paura: ce l'avrei fatta?
Dopo 2 giorni brutti davvero mi sono detta "questa possibilità non mi sarà concessa una seconda volta" e ho proseguito.
Inutile dire che le prime settimane oltre ad allattare, mangiare, dormire (???!!!) e passare un po' di tempo con Mattia non ho fatto altro.
E stata dura, tanto, ma è bellissimo allattarli ancora adesso e vedere la faccia della gente quando ti chiede "non li hai potuti allattare vero?".
Dopo 20 giorni i bimbi hanno iniziato a fare pause di sonno + corte e per non mollare ho inserito delle aggiunte di latte artificiale che (per fortuna) hanno preso entrambi subito e senza problemi, questo mi ha permesso di mettere qualche "paletto" alle nostre giornate, con un bimbo di 2 anni in casa praticare l'allattamento "selvaggio" (alias “a richiesta”) non è il massimo.
Per come sono io sapere che se un giorno il mio latte fosse stato poco avevo un’alternativa è stato importante per essere + serena.
A 2 mesi di vita Andrea ha avuto una specie di svenimento che ci ha fatto correre in ospedale dove sono rimasta con lui x 36 ore durante le quali sono tornata a casa 3 volte x allattare anche Francesco che di notte però ha preso tranquillamente il latte artificiale.
Con una media di 1200 gr di latte materno e 200 gr di latte artificiale al giorno sono arrivata ai 4
mesi e mezzo: la prima pappa! 
Al compimento del terzo mese sono tornata al lavoro: 2 ore al giorno per 3-4 giorni a settimana.
La doppia pesata ad ogni poppata per me è stato un bene: ero certa di quanto avevano preso ed ero tranquilla che se dopo poco piangevano non era per fame, alcuni giorni il mio latte bastava, sono arrivata a produrre 1430 gr: non ci credevo nemmeno io! 
A 5 mesi pesavano 7200 gr e 7400 gr e ora non hanno + pazienza di ciucciare se il flusso non è
"adeguato" alla fame, se devo allattarli uno subito dopo l’altro, il secondo non vuole saperne di “penare” (anche se a volte il secondo prende più di chi ha ciucciato x primo), se passano 1-2 ore tra l’uno e l’altro va meglio.
Hanno apprezzato moltissimo la pappa: ne finiscono 200 gr in 10 minuti sia a pranzo sia a cena (da 3 giorni), ora quindi li allatto solo a colazione e merenda.
Mi scoccia un po’ che il latte che fino a pochi giorni fa era tanto stia andando via in fretta, ormai credevo di poterli accompagnare fino al latte fresco ma non posso che essere contenta, un'ostetrica quando sono nati mi aveva detto "se erano più piccoli riuscivi meglio, ma mantenere la stazza di Francesco nato di 3,625 + Andrea di 3,285 è dura, magari resisti un paio di mesi”.
So di aver fatto tutto ciò che potevo e sono felice.
Un'ultima cosa che sto provando da qualche giorno è l'agopuntura.
L'avevo sperimentata per cercare di far girare Francesco che era podalico, invece aveva 2 giri
di cordone e non riusciva a girarsi (ma è nato per secondo ed è andato tutto bene... anche se si è presentato al mondo di sedere) comunque avevo sentito che l'input di girarsi gli era arrivato: lui che non si muoveva quasi mai (a differenza di Andrea in continuo movimento) quella sera per 5 minuti ha fatto il diavolo a 4, ero alla 38esima e pensavo "ora rompe le acque".
Il medico che me la sta praticando mi ha detto che con il capoparto (avuto il 13/01/06) è normale che il latte sia sceso (secondo la medicina cinese la quantità di latte dipende dalla quantità di sangue) ma comunque sto provando e lui sostiene che se nell'organismo ci sono risorse per aumentare la quantità di latte in 3 o 4 sedute i risultati dovrebbero vedersi.
Tento quest'ultima via tranquilla che anche se non dovesse funzionare continuerò ad allattarli fino a quando il latte non sarà andato via del tutto.
Anche se so che le poppate notturne stimolano molto la produzione di latte sono stata felice quando i piccoli non si sono più svegliati la notte per mangiare... la stanchezza di stare tutto il giorno con 3 bambini si sente e poter riposare di notte aiuta a trascorrere giorni più sereni.
Mio marito, mamma, mia suocera lavorano anche se fanno l’impossibile per aiutarmi, mi aiuta babbo e che è in pensione, nonna (80 anni ben portati), e ho una persona che viene a darmi una mano 3 ore al pomeriggio.
Con questo alternarsi di gente a casa spesso l’ultimo arrivato che sente un vagito dice “ma ha fame?”… se con Mattia a questa domanda avevo dubbi, paure, ansie, ecc…con Andrea e Francesco grazie anche alla doppia pesata, ho potuto mandare a quel paese tanta gente, tante volte… tanto più che in camera c’è l’agenda con registrazioni tipo “A 6,30 7,50 – 7,70 200M f 6,60” oppure “F 6,50 7,60-7,73 130M + 60A f 7,20”,agenda che non butterò mai!!!
Le stringhe significano: iniziale del bimbo, ora inizio poppata, peso iniziale-peso finale, latte Materno ciucciato + eventuale latte Artificiale, ora di fine”, il lavoro di programmatrice forse ha inciso…
Se ho potuto allattare 2 gemelli, figurarsi un bimbo singolo... invece Mattia ha fatto da cavia e ha faticato molto di più (stella), ma l'ignoranza mia e di alcune "figure professionali" (????!) che ho incontrato hanno fatto la loro parte.
Quando avrò terminato la mia esperienza di allattamento inserirò la seconda parte della mia testimonianza."

Silvia: "I cuccioli, Giulia e Alessandro, sono nati il 5 Agosto 2005, con parto cesareo in anestesia epidurale: Alessandro 2,860 kg e Giulia 2,4 kg. Ale dopo un iniziale “rodaggio” è diventato un succhiatore folle ma con Giulia invece non c’è stato verso, proprio non si voleva attaccare, si addormentava tutte le volte, e le hanno dato subito l’aggiunta.
Alla dimissione mi hanno consigliato di allattare in maniera esclusiva Ale e di dare il bibe di artificiale a Giulia…   
Una volta a casa, però, ho fatto di testa mia…  Alessandro lo allattavo al seno, e per Giulia mi tiravo il latte e glielo davo con il biberon (perché non ci pensa mai nessuno che tra l’allattamento al seno e l’allattamento artificiale c’è sempre la via di mezzo?). Certo mi mancava il contatto fisico con lei, non era proprio la stessa cosa, ma almeno mi consolavo pensando che le davo il mio latte.
Siamo andati avanti così un mese circa, riuscivo a coprire tutte le poppate di Giulia anche se ammattivo!! Era un continuo: poppata di Alessandro- tiraggio del latte per la poppata successiva di Giulia-  poppata di Giulia con il biberon precedentemente preparato, e poi si ricominciava… Ogni tanto ci riprovavo, attaccavo Giulia al seno anche se non succhiava ma ciucciava…
Purtroppo dopo il primo mese e mezzo non ce l’ho fatta più. Innanzitutto non avevo abbastanza latte per coprire tutte le poppate (ovviamente entrambi mangiavano di più), e la mia giornata era diventata MOLTO frenetica, non riposavo mai, nemmeno di notte… stavo diventando matta: non avevo mai un attimo e anche in quel modo non riuscivo a coprire tutte le poppate di Giulia. E così abbiamo cominciato ad integrare con il latte artificiale. Ma non mi sono mai completamente rassegnata…
…Finchè con l’aiuto e l’incoraggiamento di tante splendide mamme del sito sono riuscita a riallattare Giulia, al terzo mese!!! Ho tribolato un po’ per far sparire l’unica aggiunta di artificiale che le davo la sera, ma poi, dopo un mese circa, ci sono riuscita… e a quel punto (colmo dei colmi) la bimba si è ri-stufata di poppare!!! 
E così, all’alba del 4° mese, siamo tornati ai bibe… però il mese di riallattamento di Giulia mi ha portato un sacco di vantaggi: innanzitutto ha aumentato la mia produzione di latte… e poi mi ha dato una carica psicologica incredibile, che mi ha permesso di non cedere alla stanchezza e di non demoralizzarmi…
Morale della favola, adesso hanno 6 mesi e continuo a tirarmi il latte per Giulia, che è ancora alimentata esclusivamente con il mio latte (e per il momento schifa qualsiasi forma di pappa) e allatto Ale tra una pappa e l’altra… la cosa più bella è che sono riuscita a produrre così tanto latte da congelarne circa 20 dosi in eccesso prima di tornare al lavoro (che tutt’ora non ho consumato perché ne produco di “fresco”). Praticamente sono diventata il guru del tiralatte, la barzelletta del mio posto di lavoro…
…confesso che mi sto un po’ stufando di tirare il latte 4-5 volte al giorno, soprattutto quando torno a casa dal lavoro e vorrei solo coccolare i bimbi (o dormire!), però poi mi dico che sono arrivata fin qui, il latte ce l’ho e sarebbe un peccato sprecarlo… E così tiro avanti… 
Fino a quando? Ve lo farò sapere!!!"

Francesca (mamma di due coppie di gemelli): "Dopo tanti mesi, quando un po' di tranquillità (si fa per dire) è giunta a casa, racconto anch'io la mia esperienza dell'allattamento, seppur breve.
Per la prima coppia di gemelle, avute alla 37° settimana, non ho allattato, le bambine non stavano bene alla nascita ed io lo stesso. Pur avendo avuto la montata lattea al terzo giorno, il reparto dove io ero ricoverata era parecchio distante dalla pediatria e così, un po' per la mia "ignoranza" in materia, pensavo di non poter allattare perché non potevo attaccarle al seno, fatto sta che dopo 15 giorni le bambine tornarono a casa ed iniziai subito con il latte artificiale, su consiglio dei pediatri che le dimisero. Ma io il latte continuavo ad averlo, purtroppo nessuno mi aveva informata, neppure io mi ero mai interessata, perché quello che "si diceva" era che il latte talvolta non si ha e con due è molto difficile, ma non è affatto vero!
Per questa seconda coppia,  in gravidanza ho incontrato  il forum del sito www.ilmondodeigemelli.org e da qui ho avuto la spinta giusta ed i consigli preziosi che mi hanno fatto assaporare la gioia di poter allattare i miei bambini. Devo dire anche che l'ospedale dove ho partorito aveva il personale preparato per aiutarmi nell'allattamento a richiesta, quindi i piccoli mi venivano portati ogni volta che avevano bisogno del latte. Dopo due ore dalla nascita, li ho attaccati subito, prima uno poi l'altro, così per gli altri due giorni di ospedale. Tornati a casa, ho preso una brutta influenza, la notte avevo la febbre altissima, seppur debole e stanca, li ho attaccati comunque. Lo stesso il giorno dopo, fin quando non sono stata meglio. La prima settimana è stata abbastanza stressante, tanto più che avevo le altre bambine da gestire e tutto il resto, ma non mi sono arresa, li ho attaccati anche tutti e due assieme: Tommaso ciucciava benissimo, Andrea non riusciva ad attaccarsi bene e mi faceva un gran male ma, nonostante i suggerimenti di alcuni di dargli il latte artificiale, ho continuato testardamente.
I primi problemi son venuti intorno alla seconda settimana, quando, guardandomi attorno, ero rimasta sola con i piccoli e tutto il resto e per me risultava un'impresa impossibile. Ma, ad ogni mio calo di umore e di entusiasmo, arrivava il calore e la forza delle mamme del forum che mi dicevano che potevo farcela e non dovevo scoraggiarmi. Iniziai a dare un po' d'aggiunta, perché non sempre era facile attaccarli assieme: viste le difficoltà di Andrea ad attaccarsi al seno, doveva essere aiutato ed io con tutti e due non riuscivo. Talvolta, davo ad Andrea il biberon con un braccio, mentre l'altro lo tenevo al seno; giorno dopo giorno, inziavano a distanziare i loro orari, svegliandosi anche con un'ora di differenza l'uno dall'altro e tutto questo complicava ancora di più le cose per me: il mio tempo era completamente assorbito dall'allattamento, sentivo piano piano che non potevo farcela e presto ho dovuto prendere la sofferta decisione di smettere perché non riuscivo più  da sola.
Io ho allattato pochissimo Tommaso e Andrea, circa 40 giorni, penso che siano stati i più difficili, e con un po' di aiuto pratico in casa e di incoraggiamento da parte delle persone che fisicamente mi stavano vicino, forse.... ancora oggi li allatterei.
Sicuramente quest'esperienza mi è servita, ed io ho la fortuna di paragonare due gravidanze gemellari, il rientro a casa, la nostra volontà di farlo, il supporto di persone che ti aiutino e ti sostengano, anche e sopratutto moralmente e psicologicamente, insomma tutto quello che può essere determinante per poter allattare.
Penso che i momenti più belli di intimità e calore con i propri figli si hanno proprio quando si tengono al seno, io anche se poco ho avuto questa gioia e auguro a tutte le mamme di potercela fare."

Annalisa: "Premetto che anche il fratello di mio marito ha due gemelli, che però sono stati allattati artificialmente quasi da subito. Così, quando ho saputo di aspettare due gemelli anch'io, sul momento, non ho pensato di poterli allattare al seno proprio per via della loro esperienza e poi perché comunque diciamocelo, gli stereotipi diffusi dal "buon senso" (Quanto buono però????) sostengono che già è difficile allattarne uno, figuriamoci due!!! Concordo quindi con la Dott.ssa Armeni nel pensare che molte mamme rinunciano all'allattamento al seno perché poco informate, poco preparate e poco seguite ed incoraggiate dal personale ospedaliero e dalla famiglia. Oltretutto molte di noi sono figlie di quella generazione di mamme convinte dai pediatri che il latte artificiale fosse meglio e penso che anche questo pesi non poco.
Poi per mia fortuna ho deciso di iscrivermi non solo al corso preparto "tradizionale" ma anche d un corso preparto "yoga"... in entrambi i casi ho incontrato persone preparate e molto brave nel trasmettere ed insegnare tutta una serie di cose fondamentali non solo per affrontare il parto, ma anche l'allattamento dopo. Così pian piano ho scoperto e capito che allattare due gemelli era possibile...
La scoperta di questo sito è stata infine la "ciliegina sulla torta", perché mi ha confermato che allattare due gemelli non è solo possibile in linea teorica, ma che le mamme che sono riuscite a farlo sono molte e sono sopravvissute bene!
Sono quindi arrivata al momento del parto molto convinta e fiduciosa sul fatto che potevo farcela...
Anche i miei sono nati alla 38 settimana con un cesareo+epidurale (e questo è il mio più grosso rimpianto perché speravo di riuscire a fare un parto naturale ed invece non ho raggiunto la giusta dilatazione...) e pesavano 2715 e 2880.
Sapendo che le prime due ore dopo la nascita sono cruciali per favorire l'allattamento al seno, ho attaccato subito i piccoli, anche se ero molto stanca e decisamente rinsferetteta dagli antidolorifici... è andata bene, si sono attaccati subito e senza fatica rispetto alla posizione della bocca.
Per fortuna dove ho partorito c'è il Rooming in, quindi i piccoli sono sempre stati con me, giorno e notte.
Avevo un colostro molto denso e questo purtroppo ha rischiato di mandarmi in crisi, perché i piccoli hanno avuto un forte calo fisiologico subito e ovviamente volevano mangiare in continuazione, anche perché facevano fatica a tirarlo. Anche in questo caso per fortuna il personale ospedaliero non mi ha assolutamente forzato all'integrazione via biberon, anzi... l'ostetrica che mi aveva seguito per il parto mi disse di tenere duro e di insistere, ricordandomi che più li attaccavo e più stimolavo l'arrivo del latte, e l'assistente pediatrica del reparto che li pesava mi fece fare delle integrazioni usando la siringa per non confonderli.
La montata lattea è arrivata al 4° giorno, cioè un giorno dopo la mia dimissione, e questo mi ha rassicurato molto.
Feci poi venire a casa un'ostetrica a pagamento, dopo due settimane dal parto, perché i dubbi e le paure erano ancora molte e temevo di non farcela... è stato l'intervento risolutivo, che mi ha convinto definitivamente che era tutto ok! E poi continuavo pensare alle testimonianze di questo forum e a ripetermi che se c'erano mamme che ce l'avevano fatta, potevo farlo anch'io!
L'altro elemento fondamentale che mi ha permesso di tenere duro è stata l'estrema disponibilità di mia mamma e di mia suocera, che si alternavano nel non lasciarmi mai da sola, in modo che io potessi pensare solo ad allattare, mangiare, bere e riposarmi... a volte erano proprio loro che mi facevano venire dei dubbi, quando magari piccoli piangevano e loro mi chiedevano se ero sicura di avere latte a sufficienza... ma le capivo e cercavo di tranquillizzare me e loro ricordandogli le indicazioni dell'ostetrica.
Nessun aiuto invece da parte del pediatra, anzi... nonostante i piccoli stessero già riprendendo bene peso, mi disse che secondo lui difficilmente era possibile allattarli tutti e due solo al seno e che quindi era meglio che cominciassi subito a dargli l'integrazione col biberon...
Per fortuna io e mio marito decidemmo di aspettare e vedere se i bimbi crescevano bene prima di decidere... LA cosa che fa più rabbia è che ora quando gli porto i bimbi mi dice che ho proprio fatto bene ad insistere, che crescono benissimo e che "non c'è niente di meglio del latte materno"!!!
Adesso i miei cuccioli hanno 4 mesi e pesano 6500 e 6300 KG...
Non nego che sia stato dura e in certi momenti lo sia tutt'ora...
I primi 40 giorni praticamente allattavo mediamente ogni due ore, ma spesso anche ogni ora...
Per fortuna si sono abituati subito a mangiare "in doppia", cioè assieme... questo mia aiutato molto perché riduceva ovviamente il numero di volte in cui o ero impegnata ad allattare!
A due mesi mangiavano ogni due ore e mezza, a tre mesi ogni 3 ore, ed ora stiamo siamo alle 4 ore.
La notte resta sempre il momento più duro, perché non hanno praticamente mai allungato i tempi di distanza tra una poppata e l'altra, ovvero mangiano anche di notte con la stessa frequenza del giorno. Anche di notte se posso li allatto tutti e due assieme, altrimenti se se ne sveglia uno solo lo allatto da sdraiata.
Abbiamo usato il metodo dell'allattamento a richiesta, perché ci sembrava la cosa migliore per loro, ed in effetti hanno dimostrato nel tempo di sapersi regolare da soli, anche se non fanno la lunga di notte!!
Hanno avuto scatti di crescita frequentissimi, quasi settimanali, in cui di punto in bianco per uno o due giorni volevano tornare a mangiare ogni due ore al massimo, ma l'ostetrica mi aveva preparato anche a questo!
Abbiamo però anche scelto di dargli un po' di tisana ogni tanto, quando magari diventano troppo nervosi o quando si svegliano di notte ma fanno capire che non hanno ancora fame... so che un bimbo allattato al seno non ha bisogno di altro, ma ne avevo bisogno io per tenere botta... in questo modo riesco a calmarli senza doverli attaccare al seno tutte le volte, ed è molto comodo soprattutto quando si è fuori casa o quando magari fanno le bizze per mettere la tutona per uscire...
Non abbiamo comunque mai superato i 50/70cc in un giorno, cioè abbiamo sempre cercato di fare in modo che fosse un piccolo palliativo e non un sostitutivo del latte.
Un'altra cosa che mi ha aiutato molto è stato frequentare lo "Spazio mamma". Si tratta di una serie di incontri gratuiti organizzati dallo stesso centro dove ho fatto il corso preparto e dove viene data alle neomamme la possibilità di confrontarsi non solo tra loro ma anche on personale esperto... una grande cosa, in pratica il corrispondente del vostro forum dal vivo!
Rispetto infine alla mia alimentazione ho sempre cercato di mangiare un po' di tutto, facendo attenzione agli alimenti più pesanti da digerire ma senza evitarli del tutto... penso infatti che i piccoli debbano abituarsi pian piano a tutti i gusti e a tutti i sapori fin dal latte...
Mangio spesso frutta secca (mandorle, pinoli, noci) e cerco di distribuire diversi spuntini nella giornata (yogurt, frutta...)
Ho ridotto la carne a favore di pasta, cereali e legumi, sempre seguendo le indicazioni dell'ostetrica.
Ho sempre bevuto almeno 3 litri tra acqua e succhi al giorno.
All'inizio mi preparavo tutti i giorni una tisana che favorisce l'aumento della produzione di latte, composta da galega, coriandolo, fiori di finocchio e anice stellato. La proporzione tra le erbe deve essere la stessa (es. per 200 gr di tisana ce ne vogliono 50 di ogni erba) e ne vanno messi due cucchiai da cucina in un litro acqua bollente; si lascia riposare il tutto coperto per 5 minuti e poi si beve lungo tutto l'arco della giornata lontano dai pasti Anche questa me l'ha consigliata l'ostetrica.
Aggiungo un'ultima considerazione... allattare al seno è un'esperienza bellissima, ma non deve essere considerata come l'unica via per essere una "buona mamma"... purtroppo sono molte le mamme che non cel fanno e non credo proprio che debbano per questo sentirsi in colpa o sminuite!!!! si può essere una super mamma premurosa e con un buon legame con i propri figli anche usando il latte artificiale!!!!"

Agnese: "Giacomo e Gianmarco sono nati in 37a esatta di 2670 Kg e 2520 Kg da parto cesareo. Ovviamente, li ho attaccati il prima possibile, piena di buoni propositi e ricca dei vostri suggerimenti. Ho partorito alle 13 ed ho rivisto i bambini solo alle 17... perché Gianluca me li è andati a prendere al nido. Purtroppo, in Ospedale (la famosa Mangiagalli...), nessuno mi ha aiutato nell'impresa, anzi. La scusa era che avevano 70 bimbi e non potevano stare dietro a chi, come me, non era in grado fin da subito di andare al nido nella sala allattamento. Insomma... non erano in grado di assicurare il rooming in che avevo scelto. Con grande sforzo andavo anche di notte ad allattare... com'era lungo quel corridoio alle 3 del mattino e con la schiena curva per i punti che tirano. Insomma, per farla breve, la mattina del terzo giorno mi arriva Gianmarco con un cerottino sul body con scritto DPP. Chiedo alla prima infermiera e mi conferma che avevano iniziato con l'aggiunta. Ma DPP cosa vuol dire? Doppia pesata ovviamente! Ma era troppo faticoso farlo, quindi erano partiti direttamente con il bibe! Vado al nido a fare casino con la pediatra responsabile di turno e, da quel momento, li allatto facendo personalmente la pesata... mi facevano aggiungere anche solo 10g ma mai nessuna che mi avesse aiutato! Finalmente, dopo una settimana, esco con i bimbi ed il latte che inizia ad arrivare sempre di più, ma i miei bambini si rivelano dei mangioni e l'allattamento esclusivo ed a richiesta è veramente faticoso. Mettici suocere e mamme che ti accusano di affamare i piccoli. Insomma, l'inizio del tutto è stata una lotta, sostenuta solo da mia cognata e Gianluca. Il latte è sempre stato copioso, ma i bimbi avevano le colichette e tutti scambiavano le loro movenze per fame... mentre io continuavo ad essere convinta che il latte bastava e che l'agitazione dipendesse solo dal mal di pancia. Alla fine, in accordo con la pediatra, ho inserito un bibe a testa nella poppata della tarda sera e la cosa mi ha tranquillizzata. I bambini reggevano come quando mangiavano da me e la crescita era la stessa. Poi hanno iniziato a mangiare sempre di più e, soprattutto, tendono sempre a voler mangiare insieme. Allora il biberon lo alternavo, in modo che uno era al seno e l'altro di fianco con il bibe in bocca. Vi assicuro però, che quando mangiavano al seno avevano tutta un altra faccia e poi dormivano più a lungo, segno che li soddisfava di più. Adesso siamo al giro di boa dei tre mesi, loro mangiano 4 volte al giorno (dalle 6 o 7 iniziali), ed io continuo a dare 1 o 2 biberon a testa da 230 ml, dipende da come và la giornata ed i loro orari e da quanto latte ho. Non mi sento in colpa per i bibe, mi aiutano a poter allattare in qualità oltre che in quantità, coccolando il bimbo al seno senza trascurare e far urlare l'altro. Inoltre, mi rendo conto, di essere molto stanca, specialmente a metà giornata, dopo che ho allattato di mio dalle 4 alle 6 volte, mi sento prosciugata e poter avere la carta del biberon ancora da giocare mi aiuta! Insomma, credo che il mio sia il classico esempio di allattamento misto, anche se con il seno dolorante che mi ritrovo al mattino e tutto il tempo che impiego ad allattare, vorrei trovare un termine più carino! Spero di riuscire a continuare con il mio latte sostituendo la poppata artificiale con la pappa, ma mantenendo la mia per la colazione e per la sera. Questo è il mio obbiettivo. Ma senza ostinazione e con serenità, come ho fatto sin ora. Quando mi sveglio tra le lenzuola bagnate di latte, oppure bagno le magliette sul seno penso che con un po' più di sforzo potrei allattarli in modo esclusivo... ma mi rendo conto che non fa per me....sarei ancora più stanca e non avrei la forza di stare con loro anche in altri modi, non solo come nutrice. Spesso ci penso: tolto il tempo per accudirli, quanto me ne rimane per spupazzarli?"

Maggie F. (mamma di 3 gemelle di 12 anni): "Allattamento... mmmmm, cos'è più importante? La salute della mamma o quella del bambino o tutte e due? Siamo consapevoli che l'allattamento di un bimbo è un momento di comunione irripetibile tra mamma e bambino, se fatto in tutta tranquillità, ma che se questa viene a mancare per motivi di tempo e logistici i bimbi crescono benissimo anche con il latte artificiale? Ho tre gemelle, nate in 35esima settimana Kg. 2,600 (Alice), 2,350(Carmen), 1,950 (Gioia). In gravidanza mi avevano detto che sicuramente non avrei potuto allattarle al seno, troppo difficoltoso e invece, quando ho partorito (con cesareo), già il giorno successivo l'ostetrica mi invitava ad andare nella nursery a provare a tirare il latte. La montata non arrivava, non so se ero io a essere imbranata con il tiralatte oppure il fatto che mi dava abbastanza fastidio la macchina in sé, ma riuscivo a raccoglierne ben poco... comunque il quinto giorno finalmente Alice è arrivata in nursery dal reparto prematuri e ho cominciato ad attaccarla al seno. Sembrava che qualcosa di sua soddisfazione trovasse e ne ero molto compiaciuta, poi il giorno dopo è arrivata anche Carmen ed ero già un po' preoccupata perché non sapevo come avrei potuto gestirle tutte e due. Allattamento misto, al settimo giorno - sulla cartella clinica - c'era scritto così. Il pediatra del reparto mi ha dimesso con le prime due raccomandandomi di continuare ad allattarle al seno tutte e due a turno, almeno fino al terzo mese (se ce la facevo) controllando e annotando ogni pasto la quantità ingerita e, se al di sotto quella consigliata, aggiungendo eventualmente il latte artificiale. Sono sicura che capite quello che vuol dire, quando dopo 10 giorni è arrivata a casa anche Gioia è stato il caos totale... Ci voleva un po' di organizzazione e per non impazzire ho dovuto instaurare una routine precisa. Dovevano mangiare la quantità di latte consigliata a pasto per prendere peso, quindi preparavo una volta al giorno i biberon necessari per tutte le bimbe e per tutti i pasti della giornata (24 circa) in modo da non essere presa in contropiede se per caso quella di turno al seno decideva di addormentarsi o non succhiava abbastanza (pesata prima e dopo), mentre ne allattavo una (sempre e comunque mai in tranquillità, ma con l'urgenza di avere 1000 altre incombenze) le altre mangiavano dal biberon da sole o con un piccolo aiutino del papà o della nonna. Mi sono comunque trovata ancora da sola e giuro di aver provato anche ad attaccarne due in contemporanea giusto per guadagnare tempo. Ma non è consigliabile, non è un'esperienza appagante, irripetibile, di comunione che quelle che l'hanno provata appieno descrivono, mi sentivo come una fabbrica di latte. Al terzo mese ho pregato il mio medico di ordinarmi qualche farmaco per terminare l'allattamento al seno, non ne potevo più. Ho proseguito, quindi, con l'allattamento artificiale e le bimbe non hanno avuto problemi. Hanno preso peso molto velocemente. Al quarto mese il pediatra ha consigliato di cominciare lo svezzamento e sono passata gradualmente alle pappe. Ho letto nel sito che molte hanno adottato il sistema uno alla volta... ma perché? E' solo una perdita di tempo e un modo per farsi venire le ansie! Preparavo la pappa nella dose per tre e la versavo in un solo piatto, le bambine erano sui seggiolini da tavolo in fila da un lato e io dall'altro con un solo cucchiaio le imboccavo tutte e tre, mentre una deglutiva, l'altra masticava e la terza veniva imboccata, e via così fino alla fine della pappa e senza tempi di attesa. Sì, lo so, sembra una catena di montaggio, ma è molto pratico. Ancora adesso quando mio nipote (unico) fa i capricci per mangiare, mia sorella gli dice: "Se non la smetti chiamo la zia Maggie" e lui piuttosto di essere imboccato da me (l'ho fatto qualche volta per aiutare mia sorella) mangia tutto velocemente".

Maria: "Innanzitutto, guardando a posteriori la mia esperienza di allattamento (anche se poi ho smesso solo da due mesi!), devo dire che ne sono molto fiera e felice. Nel complesso l'allattamento ha significato per me la possibilità di affrontare la nuova vita con le bimbe con molta più tranquillità, semplicità e indipendenza che se avessi dovuto allattarle artificialmente (forse per questo quando per strada mi chiedono: "è dura, vero? con due, poi!!" io rispondo sempre che non è poi così terribile, anzi per me è divertente e bellissimo!, pur non avendo a portata di mano né mamma né suocera o altri parenti!). Mi ha anche permesso di vivere momenti di grande dolcezza e intimità con le bimbe e nonostante le fatiche che ci sono state, ne ho solo un ricordo bellissimo. Ma per venire al sodo comincio dal principio: in gravidanza mi sono informata molto, sia leggendo libri della Leche Legue (fornitimi da un'amica fanatica dell'allattamento), sia scaricando e leggendo TUTTE le vostre testimonianze in materia (GRAZIE MILLE!!!). Così sono arrivata in ospedale con in mente le vostre esperienze e molto determinata a provarci, pur decidendo che non mi sarei accanita se fosse stata troppo dura. Il parto è cominciato spontaneamente a 34+6 settimane, e dopo circa dodici ore di travaglio hanno deciso per il cesareo perché non riuscivo a dilatarmi oltre e la prima bimba presentava la faccia invece della testa... ( il cesareo non è stata una gran bella esperienza). Loro pesavano circa 2gk200 e 2kg300. Dal giorno dopo ho cominciato ad attaccarmi il tiralatte, per far venire fuori colostro e darglielo (lo davano le infermiere col biberon). Solo il giorno dopo il parto sono riuscita a tirarmi su in carrozzella per andarle a vedere, nel reparto di patologia neonatale dove erano state messe (per via del peso non altissimo). Il giorno ancora successivo ho provato ad attaccarle, con l'aiuto delle infermiere di quel reparto e devo dire che il loro aiuto è stato essenziale e indispensabile per farmi imparare l'attacco corretto delle bimbe: con una mano mi prendevano il capezzolo, con l'altra aprivano la bocca della piccola e continuavano a rimetterla a posto finché non riusciva a prenderlo bene. All'inizio mi sembrava una cosa difficilissima, anche perché loro erano piccole e premature e si stancavano presto. Ogni tanto spremevo anche il latte col tiralatte, per stimolare la produzione e nei momenti liberi cercavo di riposare più che potevo, vista la stanchezza (nel parto avevo perso anche parecchio sangue). Comunque già le prime sensazioni quando le bimbe succhiavano erano bellissime, nonostante i crampi uterini, perché si ricreava un legame molto forte e sentivo che dava forza e serenità a tutte e due (anzi tre!). Uno o due giorni dopo il primo attacco è arrivato il latte vero e proprio, non di colpo ma gradualmente e loro andavano via via migliorando nell'abilità a mangiare. I primi giorni erano comunque uno stress, dovevo fare sempre la doppia pesata e se avevano mangiato pochino le infermiere davano loro il biberon (io non ero capace, forse perché mi rifiutavo di imparare e cercavo in tutti i modi di evitarlo). I ritmi dell'ospedale mi pesavano un po', considerando che dopo 5-6 giorni ormai prendevano solo il mio latte e anche se non crescevano tantissimo io avevo imparato benino ad attaccarle e loro a succhiare. Per fortuna il primario era molto in gamba, non ha mai forzato troppo con le integrazioni di latte e ha accettato di mandarci a casa dopo 8 giorni, nonostante il loro peso fosse solo sui due chili e senza un'evidente ripresa della crescita. D'altra parte io ero stufa di imposizioni e non vedevo l'ora di seguire i miei ritmi e fare "da sola" senza doppie pesate e pasti prestabiliti e ciucci che non volevo! A casa il ritmo dell'ospedale è durato due giorni: dopo di che ci siamo stufati di alzarci dal letto durante la notte (che poi io nemmeno le sentivo piangere!) e sono passata ad un allattamento a richiesta, tenendole a dormire nel lettone: una sopra di me, attaccata alla tetta destra, l'altra a sinistra. Quando avevano fame mi giravo di qua o di là, loro si servivano da sole (tipo cagnolini!!) e io sono così riuscita a dormire parecchio fin da subito, arrivando ad addormentarmi tranquillamente prima che loro avessero finito di ciucciare. Mi sono accorta che non esiste il pericolo di calpestarle, perché pur dormendo "sentivo" perfettamente la loro posizione.. al limite scivolavano giù da sopra!! I primi tempi ricordo che il seno faceva un po' male, c'erano alcuni solchi e in più sentivo un forte formicolio e dolore appena finita la poppata, così ero sempre in giro con le tette all'aria.. il tutto però è passato abbastanza in fretta e nel giro di un mesetto i capezzoli erano a posto e loro crescevano come due bolidini!! Alternavamo allattamenti "singoli" o contemporanei, a seconda delle richieste.. mi ero fatta fare un cuscinone per appoggiarle, in modo che potevo fare da sola e mi rimanevano persino le mani libere per leggere un libro.. dopo un po' riuscivo comunque ad allattarle anche sul divano o seduta, al massimo con il sostegno di qualche cuscino. Fino a cinque mesi hanno preso solo il mio latte, poi ho cominciato con un po' di frutta, a sei mesi una pappa, etc.. con il normale svezzamento, ma sempre con il mio latte di giorno e di notte (avevamo comprato una confezione di latte artificiale per sicurezza prima che nascessero.. alla fine è scaduta e se l'è bevuta il cane!!). L'allattamento è stato molto importante anche quando sono rientrata al lavoro (a 6 mesi ho ripreso, pur con le 4 ore di permesso giornaliero), perché appena arrivavo le piccole piranha volevano attaccarsi subito e la tetta ha continuato per mesi ad essere un ottimo modo per addormentarle e calmare qualsiasi dolore o problema. Intorno all'anno ho fatto più fatica per via dei denti: ogni tanto morsicavano proprio (in quei momenti le vorresti strangolare!!  o comunque succhiavano attaccandosi con i denti e sfregando il capezzolo, fino a renderlo di nuovo pieno di solchi (soprattutto Elisa faceva così, Ilaria era molto più abile e metodica nel succhiare). Ho usato un po' i paracapezzoli d'argento, ne ho provate di tutti i colori ma non ho concluso granché... così alternavo periodi più tranquilli a momenti in cui pensavo di smettere, ma mai convinta. Dopo alcuni altri mesi la situazione capezzoli si è sistemata e tutto ha ripreso ad andare benone, considerando che poi davo una sola poppata di giorno, più una/due tra sera e notte. Alla fine, dopo averne parlato tanto ho (abbiamo) deciso di smettere quando loro avevano 18 mesi, un po' per assestare il loro ritmo serale e notturno, un po' per essere più libera anch'io e più interscambiabile con Alberto, un po' perché temevo non finisse più e avevo paura che per loro non fosse un bene continuare a dipendere così tanto da me.. per un po' continuavano a cercare la tetta, mi aprivano la camicia da sole, ma poi riuscivo quasi sempre a distrarle e sviarle su altro.. Devo dire che nel frattempo Elisa aveva imparato benino a usare il biberon, mentre Ilaria non ha voluto saperne fino a dopo che avevo smesso del tutto e io stessa ho "imparato" a darglielo tardissimo! In effetti a quest'età non lo devo nemmeno dare, se lo prendono da sole, ma di sicuro hanno imparato molto prima a bere da bicchiere e tazza che dal biberon. Smettere non è stato facilissimo, più che altro psicologicamente ti rendi conto che viene meno un legame fortissimo e che devi cominciare a "lasciare andare" i tuoi cuccioli già in queste piccole cose.. il mio latte ha continuato a essere disponibile per ben tre settimane e un paio di volte ho dovuto spremermelo io, ma non ho usato pastiglie e tutto è andato a posto.
Ecco, sono stata fin troppo prolissa e logorroica, ma le cose da dire sono tantissime ed è difficile condensare un anno e mezzo in alcune righe. Riassumerei il tutto dicendo che ne è davvero valsa la pena, ho fatto alcuni sacrifici ma ho ricevuto in cambio tantissimo, in termini di tranquillità, libertà, praticità, sicurezza, serenità, dolcezza.. ed economicità!! (a proposito, devo ancora farmi un regalo pari al costo di un anno di latte artificiale... per due!!). Mi sento di consigliare a tutte le bi-mamme di provarci convinte, pensando anche che l'allattamento ti aiuta a gestire i tuoi cuccioli molto meglio del latte artificiale, e non è affatto un impedimento o uno stress.. però ognuno deve fare le sue scelte con libertà e senza impazzire o forzarsi rischiando di stare male! L'importante alla fine è solo la serenità nostra e dei cuccioli, qualunque sia il sistema di "foraggiamento"...".

Katia: "Ho partorito all'ospedale di Perugia con taglio cesareo programmato alla 37° sett. + 2 gg. causa Giacomo podalico.
Il parto è andato tutto ok (Giacomo Kg ,760 e Gioia Kg 2,390) poi sono iniziati i problemi. In questo ospedale, se fai il cesareo, non ti lasciano il bimbo appena partorito, se sei sveglia (come me) te lo fanno vedere e poi lo portano via, te lo riportano quando è ora della poppata. Nel mio caso, con 2, me ne hanno portato solo uno dopo circa 4 ore e l'altra alla poppata successiva(alla mia richiesta di averli entrambi mi hanno detto che non era possibile)e così via ad ogni poppata (lì ci sono ancora gli orari fissi al nido mah e dopo un giorno passano subito al biberon). Io poi, per problemi post-cesareo, non riuscivo a salire al nido e quindi ne vedevo sempre uno per volta. Giacomo un po' si attaccava ma non era sufficiente e Gioia non ne voleva sapere perché si era abituata al bibe. Dopo 5gg di questo inferno rabbioso sono tornata a casa con i "consigli" sul latte artificiale e dopo altri 6 giorni ancora niente latte (mi aiutavo col tiralatte ma producevo 10 gr a tetta!!)e Gioia rifiutava categoricamente il seno. Ero in piena depressione perché al corso mi avevano detto che tutte le donne hanno latte e non mi rassegnavo al fatto che a me non veniva, non sapevo che fare e piangevo in continuazione... Alla fine mia madre (santa donna!!), ha saputo x caso che c'era un pediatra che aveva aiutato molte donne ad allattare e l'abbiamo chiamato(io non ci credevo molto, ma per me era l'ultima spiaggia prima di mollare). Grazie a lui (che poi ho saputo essere un consulente in allattamento IBCLC*) sono riuscita ad allattare, ma la fatica è stata immensa:tirare il latte col tiralatte ogni 2/3 ore, attaccare Giacomo a richiesta e rieducare il palato a Gioia, che si era abituata alla suzione del bibe. Le ho dato da mangiare anche con un tubicino legato al mio dito indice (!!!) e ho usato anche il DAS (Dispositivo per Allattamento Supplementare) con giunte di latte artificiale, anche perché i pupi ormai si erano abituati al bibe, avevano fame e io dovevo ancora calibrare i seni. Mi ha fatto prendere anche un farmaco a base di domperidone per qualche giorno (stimola la prolattina, che nel mio caso, dopo tutti quei giorni si era abbassata sicuramente troppo). Alla fine Gioia si è attaccata per la prima volta dopo un mese esatto dalla nascita! Sono riuscita poi a togliere il bibe dopo 4 mesi, prima non ce l'ho fatta anche perché i ritmi erano serratissimi e non sempre sono riuscita a fare tutto, qualche volta preferivo dormire perché ero a pezzi (i primi 2 mesi dormivo una media di 2 ore al giorno). Poi, quando i pupi avevano circa 6 mesi, ho partecipato per caso ad un incontro de La Leche League e lì mi si è aperto un mondo nuovo, quello di cui avevo desiderio appena partorito ma che non riuscivo a trovare. Ho potuto condividere la mia esperienza con altre mamme che hanno avuto disavventure simili alla mia (sono più di quel che si immagina purtroppo) ed ho trovato un luogo dove poter avere sempre un supporto morale (che quando si allatta è fondamentale) e un consiglio per ogni dubbio. Posso confermare che è possibile (contrariamente a quanto mi dicevano molti operatori sanitari) allattare esclusivamente al seno i gemelli e per tutto il tempo che si vuole, è solo una scelta personale, basta avere il giusto supporto "tecnico" e psicologico. Per concludere voglio ringraziare il "mio" consulente IBCLC, LLL e la mia mamma, che non mi ha mai permesso di mollare, quando pensavo di non farcela."

*IBCLC significa International Board Certified Lactation Consultants ed è una certificazione internazionale per consulenti in allattamento. Sono figure particolari (possono essere operatori sanitari-pediatri/infermiere/ecc. o persone qualsiasi) che dopo un lungo tirocinio e molte ore di corsi si specializzano appunto in allattamento e offrono aiuto concreto alle madri che, come me, hanno difficoltà ad allattare. In Italia ce ne sono circa una ventina, tra cui il "mio" che fino a 6/7 mesi fa era l'unico in Umbria (è comunque l'unico uomo in Italia), ora ce ne è un'altra a Terni. È una figura simile alla consulente di LLL e molte consulenti de LLL sono anche consulenti IBCLC. Alle appassionate della tetta come me, consiglio di visitare il sito www.allattare.net dove c'è l'elenco dei consulenti in Italia e una di essi risponde alle varie domande on-line sull'allattamento e tanti altri argomenti,basta registrarsi e si possono consultare le consulenze fatte agli altri con le varie domande e risposte.
 

Alessandra R.: “Sono passati diversi anni dal consiglio che diedi ad Elena e la mia opinione riguardo l'allattamento materno è radicalmente cambiata. In questi anni, ho avuto modo di informarmi molto meglio, grazie anche al forum "Allattamento" del Mondo dei Gemelli e alle bravissime mamme gemellari che hanno allattato i loro bimbi. Grazie alle loro esperienze e consigli, ho potuto allattare i miei altri due figli singoli con moltissima soddisfazione sia mia che loro, senza contare il notevole risparmio economico! Se dovessi dare ora un consiglio ad una futura mamma di gemelli, le direi di provare senz'altro ad allattare i suoi piccoli, affidandosi ai consigli delle altre che l'hanno fatto con pieno successo anche con tre gemelli. Allattare al seno non è solo una questione di alimentazione, ma è anche un "passaggio d'amore" tra mamma e bambino. Ora so che sono rarissimi i casi in cui una mamma è davvero impossibilitata a farlo, e ho ancora un forte rimpianto per non aver allattato le mie due gemelline, per non averci pensato prima del parto e di non aver avuto la determinazione di volerlo fare a tutti i costi. Mi rendo anche conto, però, di non essere stata né aiutata né incoraggiata a farlo e credo che sia importantissimo scegliere come luogo del parto una struttura dove l'allattamento al seno sia incoraggiato.”

Cristina V.: “Durante la gravidanza non mi sono mai preoccupata per l'allattamento, avevo sempre sentito dire che "viene naturale, lo fanno tutte, non è difficile"... per cui davo per scontato che non avrei avuto problemi. Quando sono nati i bambini (34+3 Fabio 1930 gr. Sara 1270 gr.) sono stati portati in T.I.N perché prematuri.. .continuavo a non farmi problemi circa l'allattamento... avevo letto che stimolando il seno con il tiralatte avrebbe prodotto ugualmente, e così ho fatto. Ogni 3 ore mi tiravo il latte... sempre, saltavo solo la poppata delle 3 di notte, per il resto tiravo, tiravo, tiravo... Ero tranquilla, il latte c'era i bimbi no... ma che vuol dire?? Attaccavo Fabio al seno quando andavo in ospedale e prendeva una misera dose. Trovai un' infermiera molto carina la prima volta, che mi fece vedere a grandi linee come dovevo tenere il bimbo... ci provai, Fabio ciucciò qualcosa, poi arrivò il bibe con il mio latte e Massi gli dette quello... sono andata avanti così per le 3 settimane di T.I.N di Fabio... a volte poppava, a volte no!! Quando lo rimandarono a casa, mi ricordo che la prima poppata "domestica" prese una cifra assurda di latte, ed io ero proprio contenta!! (forse perché io non guardavo l’orologio?? Il brutto della T.I.N. è che ci sono orari stabiliti per farli poppare… trovavo quasi sempre Fabio che dormiva: dovevo svegliarlo per attaccarlo… e questo era un ostacolo… ma l’ho capito dopo!!) Sara... per Sara era più difficile, mi parlarono della marsupio terapia quando era già 1800 gr... e in quell'occasione un'infermiera tedesca stracarina mi convinse a provare ad attaccarla... ci provai ma con scarsi risultati...era la mattina di Natale e sperai proprio nel miracolo che non accadde. Prese circa 10 gr. di latte. Non riusciva a tenere in bocca il capezzolo, era troppo grosso per la sua piccolissima bocchina... non mi buttai giù però, ogni volta che tornavo provavo (sempre con scarsissimi risultati). Fabio a casa intanto, cominciava a farmi provare le prime insicurezze... mia madre ci metteva parecchio del suo per rompere altrettanto (per lei quando Fabio piangeva era sempre e solo perché aveva fame!! Qualsiasi altro motivo non esisteva....che rabbia a ripensarci) Mi ricordo che cominciai a chiudermi in camera per allattarlo, lontano dagli occhi di mia madre (anche perché avevo smesso di pesarlo - dopo i consigli del pediatra del Mayer e di Pat - e lei questo chiaramente non lo tollerava... ogni volta mi chiedeva: quanto ne ha preso? E io sparavo a caso....). Il senso di sconforto però aleggiava... circondata da quella rompiballe di mia madre... ero insicura, non sapevo bene cosa fare e lei non perdeva occasione per buttarmi giù. Fu anche per questo che quando il 9 gennaio mi dissero che avrebbero dimesso Sara l’indomani... andai in paranoia e chiesi di poter rimandare di un giorno!! Già sapevo cosa sarebbe accaduto averli entrambi a casa con mia madre che rompeva.... Mi ero ripromessa di provare ad attaccare Sara una volta che fosse tornata a casa, ma purtroppo per lunghi periodi avevano gli stessi orari... si svegliavano insieme e figuriamoci se potevo anche solo pensare di lasciar piangere uno per finire con l'altra....no, con mia madre tra le balle era impensabile (e sicuramente anche per me) Quelle rare volte che riuscivo ad attaccarla, continuavo a pesarla e mi rendevo conto che non prendeva quasi niente... La mia vita per i primi due mesi era così: attaccavo Fabio e mi tiravo il latte per Sara... tutto bene fino a quando Fabio cominciò ad urlare come un ossesso ogni volta che si attaccava alla poppa... immaginate cosa si prova! La prima volta mi dissi che sicuramente non avevo latte... corsi a preparare il bibe di artificiale, ma urlava anche con quello... la cosa mi sollevò un po' (non era colpa mia quindi!) ma il problema rimaneva!! Piangeva, piangeva, piangeva... aspettavo con terrore l'ora della poppata, mi angosciava!! Col senno di poi riesco anche a capire il perché: ero talmente stressata (da mia madre sicuramente!) non accettavo il fatto di essere una "mucca da latte", non ne potevo più: volevo uscire, tornare a fare la mia vita di sempre... mi mancava l'aria!!! Decisi insieme a Massi che mi sarei tirata il latte anche per Fabio (questo per liberarmi da sensi di colpa) e che lo avrei dato col bibe anche a lui!! Funzionò… cioè Fabio piangeva ugualmente, ma magari era in braccio a mia madre e non a me!!! Ho continuato a tirarmi il latte per quasi 5 mesi, fino a quando mia madre si è ammalata ed è stata un mese ricoverata… a quel punto non ce l’ho proprio più fatta, non potevo tirarmi il latte e correre anche due volte al giorno da mia madre (che era ridotta proprio male)… Quando ho smesso ho provato comunque una sensazione strana… un misto fra sollievo e rammarico… ma ormai era andata!! La mia esperienza è stata negativa (o meglio, io me la vivo così) ma non ho avuto veramente l’aiuto di nessuno (tranne Pat… che però era a Torino e stava allattando anche lei due gemelli di pochi mesi)… ma da questa mia “sofferenza” sono riuscita ad elargire buoni consigli ad altre 2 amiche… ho passato delle ore al telefono per spiegare (e questo sempre grazie al “senno di poi”) concetti e dare sostegno… entrambe sono riuscite alla fine ad allattare, ed entrambe mi hanno più volte ringraziata!! Il sostegno è fondamentale, io lo avevo da Massi… non perdeva occasione per dirmi che andava tutto bene, che ero brava, che potevo farcela… e finiva sempre dicendo che se non riuscivo più non era la fine del mondo, sarebbero cresciuti anche con il latte artificiale. Tutti quelli che sapevano che mi tiravo il latte per due gemelli mi guardavano come se fossi un marziano, non capivano chi me lo facesse fare (perché è dura ragazze, ma dura dura!!!)… ma per me era comunque una “continuazione” della gravidanza forse, i sensi di colpa per il parto prematuro… per lo meno il mio latte devono averlo costi quel che costi!!! Aggiungo una cosa: ho partorito con parto naturale domenica 3 dicembre 2000 alle 21:10 e 21:15.... sono stata dimessa dall'ospedale martedì 5 dicembre alle 11 di mattina (in quel lasso di tempo ho chiesto di potermi tirare il latte ma mi hanno detto che era troppo presto ) Appena uscita andai a far la prima visita ai bambini in Tin, tornai a casa mangiai e andai a farmi una magica dormita....al mio risveglio mi sentii il seno "pieno"... mi tirai il latte con un tiralatte a siringa che mi avevano dato e cominciò a uscire....la sera stessa andai per comprarne uno elettrico, mi consigliarono però Avent, lo provai e fantastico!!!”

Patrizia R.: “Fin dalla gravidanza mi sono posta il problema di come fare ad allattarne due: conoscevo vagamente i grandi benefici del latte materno, ma non sapevo nulla né di tecniche, né tantomeno di come fare con 2 gemelli!! Ho quindi cercato, e trovato, moltissime informazioni su internet a questo proposito. Sono arrivata dunque al parto consapevole dei vantaggi dell’allattamento e fortemente motivata a mettere in pratica tutti i suggerimenti trovati. Michele e Tommaso sono nati all'Ospedale Sant'Anna di Torino, rispettivamente, alle 11.18 e 11.33 del 23.10.00, con parto spontaneo, aiutato da un po’ di ossitocina in vena e una piccola episiotomia, e peso decisamente ottimo: 3.130 gr. l'uno e 2800 gr. l'altro. Tutto è avvenuto senza alcun problema: i bimbi avevano entrambi un Apgar 9, stavano bene e strillavano. Ciascuno dei due, appena uscito dal mio utero, mi è stato messo sulla pancia, dietro mia richiesta, e poi in braccio al papa’ Giulio. Però non mi è stato possibile attaccarli subito al seno come avrei voluto, perché il personale sanitario sosteneva che i bimbi erano un po' freddini e bisognosi di riscaldamento; ho dovuto quindi a malincuore rinunciare ad allattarli subito, cosa a cui tenevo molto. Pazienza, avevo anche letto che l'importante è riuscire ad attaccarli al seno nelle prime 12-24 ore, prima si fa meglio avverrà l'allattamento. Alle 14 io e Giulio torniamo in stanza, con la promessa che alle 16 ce li avrebbero portati (nel mio reparto funzionava il rooming-in diurno, dalle 8 alle 21). Ma ciò non è avvenuto, e alle 16,45 Giulio si recava al nido per capire che cosa era successo. Si erano semplicemente dimenticati che non avevo partorito con cesareo ("dato che quasi tutti i gemelli vengono al mondo con cesareo…."), nel qual caso “sono soliti lasciare riposare la mamma un po' di più”, e quindi i bimbi non erano ancora stati visitati e non erano pronti per essere portati in stanza. Inutile dire che mi sono infuriata e, nonostante non mi reggessi in piedi, tanta era la voglia di allattare e abbracciare i miei bimbi che con una sedia a rotelle e l'accompagnamento di Giulio, sono scesa io da loro per poterli attaccare al seno. Devo lamentare il fatto che l'assistenza e le informazioni in materia di allattamento da parte del personale del nido sono state quasi inesistenti e solo i consigli letti on-line su Internet mi hanno aiutato. Nei 4 giorni di ospedale, comunque, tra una prova e l'altra (senza alcuna offerta di assistenza o consiglio da parte del personale, ed io mi sentivo così imbranata….tra teoria e pratica c’è una bella differenza!), qualche goccia di colostro l’hanno presa (la montata lattea mi è arrivata soltanto il 4° giorno, una volta tornati a casa); soprattutto Michele, che si è subito attaccato con vigore, mentre Tommaso era pigro, rifiutava sempre di attaccarsi. Ogni 4 ore mi portavano 2 bibe di latte artificiale, che ho sistematicamente rifiutato di somministrare ai bimbi, e un paio di volte ho tentato di dare a Tommaso con l’aiuto di un cucchiaino, facendo dei disastri colossali!! Sono quasi certa però che quando alle 21 li riportavano giù al nido, qualcosa gli davano. All'atto della dimissione, sono stata liquidata con queste parole: "Allora, signora, sono rarissime le mamme di gemelli che riescono ad allattarli al seno entrambi, quindi acquisti subito il latte artificiale X e incominci l'allattamento misto: ad ogni poppata, uno lo allatta al seno e all'altro dà il biberon". Io ho detto sì, ma ho fatto come ho voluto e come consigliava la Lega Latte in Internet: nessuna aggiunta e la suzione dei bambini sarà presto sufficiente a fornire al seno l'informazione necessaria in merito a quanto latte produrre. E’ stata dura, all’inizio, specie con Tommaso, che ci ha messo una settimana intera a capire come si faceva ad attaccarsi al seno e nel frattempo aveva avuto un calo ponderale enormemente più alto del vorace Michele, seppure sempre nella norma! Anche mia madre e mio marito, inesperti quanto me (sebbene mia madre mi avesse allattato al seno per 9 mesi, ma 30 anni prima…), incominciavano a dirmi: “Non puoi mica farlo morire di fame….dagli un biberon di artificiale, non sara’ mica la fine del mondo!”. In quel periodo non mi sono persa d’animo, ho avuto la fortuna di non cadere in depressione, e ho anche per telefono chiesto ed ottenuto consigli dalle volontarie della Lega Latte della mia zona (numeri avuti tramite indirizzo e-mail di Internet). All’alba del 7° giorno di vita, Tommaso ha finalmente capito che o si dava da fare, o non ce n’era : ha iniziato a succhiare bene, prima poco, poi sempre di più. Il mio solo latte li nutriva benissimo, avevano una crescita settimanale più che ottima e a parte qualche problema di cacche assenti anche per una settimana, e colichette tutte le sere, tutto si è svolto per il meglio. A tre mesi avevano già preso più di 3 kg a testa di peso . Certo, allattarli entrambi non è stato semplice, anzi, devo ammettere che è stato piuttosto faticoso: si tratta di almeno 6 - 8 ore al giorno di poppate, in cui nessun altro può sostituire la mamma! Però è una gran bella soddisfazione, e non poco importante, un bel risparmio! Grazie anche all’aiuto insostituibile di mia madre per le faccende domestiche e i cambi, e di Giulio per la cucina, riuscivo a sostenere le 16-20 poppate al giorno (li ho allattati prevalentemente uno per volta, mi riusciva meglio), compresa la notte, quando per mia fortuna si sono quasi sempre svegliati a turno, così riuscivo a mettermi il bimbo nel lettone di fianco a me e mentre lui succhiava io potevo continuare a dormire ; Quando invece si svegliavano contemporaneamente, mia madre o Giulio mi aiutavano a sistemarmi in poltrona con i bimbi in posizione rugby e li allattavo contemporaneamente, dormicchiando un po’. Hanno mantenuto molto a lungo la poppata notturna, fino intorno ai 10 mesi di vita, e non ne potevo proprio più. Anche perché all’età di 4 mesi ho ricominciato a lavorare, seppure usufruendo delle 4 ore giornaliere di allattamento e dunque circa a metà tempo. Mi tiravo, allora, il latte verso le 5 del mattino, quando il seno era più gonfio, e lo lasciavo in frigo o in freezer, perché mia madre lo somministrasse ai bimbi per il pasto di mezzogiorno; dapprima, insieme alla frutta, poi pian piano siamo passati alla pappa. Ho tirato il latte la notte o la mattina presto per un bel po’ di mesi, fino intorno al 9-10° mese! Poi si è presentato un problema che non avevo considerato: come fare per smettere? Michele e Tommaso non ne avevano proprio intenzione, nonostante ormai lo svezzamento fosse stato portato a termine con successo, e mangiassero ormai praticamente di tutto! Ho tentato di smettere completamente di allattare a 14 mesi di vita, ma non ne volevano sapere: la poppata serale per scivolare dolcemente nel sonno era ancora troppo importante per loro! Invece, 4 mesi dopo, magicamente sono riuscita a sostituirla senza troppa fatica con l’addormentamento nei lettini, tenendoli con la manina. Probabilmente anche per loro era il momento giusto! Come avete letto, la mia è stata un’esperienza decisamente positiva, anche se qualche problemuccio di avvio c’è stato. Consiglio a tutte di provarci, perché è veramente una grande soddisfazione!”

Barbara G.: “La mia esperienza di allattamento è stata piuttosto negativa, primo i bambini non erano tutti e due nel mio ospedale, ma c’era solo Niccolò, Tommaso purtroppo era in un ospedale pediatrico, sempre a Firenze ma non raggiungibile in carrozzella e secondo le infermiere della tin dove è stato Niccolò ed anche i pediatri hanno contribuito a alimentare i miei dubbi e le mie paure senza aiutarmi, ma partiamo dall’inizio: i miei bimbi nascono con taglio cesareo lunedì 3 settembre alle 9 circa, nasce per primo Niccolò peso 2.410 gr., 7 solo di apgar e 8 dopo 5 minuti un po’ pochino ma il bimbo dopo un po’ di tin viene portato in subintensiva, monitorato ma in situazione tranquilla, Tommaso peso 2.350 gr. nasce subito dopo, per il problema che aveva nè me lo fanno vedere nè lo potevano tenere lì a Careggi, parte quindi subito dopo la nascita per il Meyer, il mio leoncino aveva 10 di apgar alla nascita e meno male. Il primo giorno tra l’intontimento dell’operazione, l’ansia per l’operazione di Tommaso scivola via senza che io me ne renda conto, alle 10 di sera su insistenza di Alberto a cui tra l’altro era stato promesso che Niccolò sarebbe stato trasferito al nido, mi portano dalla subintensiva almeno lui e dopo 36 settimane di ansie e paure riesco a toccare almeno uno dei miei Puzzoli, è una delle sensazioni più intense che mi sono rimaste di quei giorni. Il giorno dopo mi faccio accompagnare da Alberto finalmente in subintensiva per vedere un po’ meglio il mio Puzzolino, il primo cambio di pannolino è opera di Alberto, il quale ancora ricorda la sensazione di queste bimbetto tra le sue manone, la voglia di provare ad attaccarlo è grande, la disinformazione altrettanto, un po’ mi aiutano le infermiere e alla fine qualcosa riesce anche a prendere, però lui poverello avrebbe avuto bisogno di stare ancora un po’ nella pancia, non ha nessuna voglia di succhiare né da me nè dal biberon (complici anche le tettarelle dure da morire dei biberon monouso), da lì inizia il mio calvario, il bambino sta bene non ha niente ma non mangia, se lo attacco si stanca e poi non prende il biberon, se non lo attacco come cavolo faccio a farmi venire il latte, i dubbi e le paure mi travolgono, fino a farmi annegare completamente la sera in cui gli rimettono il gavage. Intanto io vengo dimessa e finalmente riesco ad andare a vedere anche Tommaso che si è nel frattempo completamente ripreso dall’operazione e ciuccia che è una bellezza, la prima cosa che mi dicono: venga signora provi un po’ ad attaccarlo, così senza tanti problemi…. In conclusione Tommaso è tornato il 12 settembre solo 9 giorni dopo nascita e operazione ed ha ciucciato benino fin dall’inizio, Niccolò è tornato a casa invece il 18 settembre, solo perché era svogliato e “ipotonico” e non aveva voglia di mangiare. Mi ricordo ancora la prima volta che sono riuscita ad attaccare perbene anche Niccolò e lui prese 40 gr. di latte, mi sembrò di aver vinto alla lotteria, poi naturalmente il pediatra mi consigliò di alternare una poppata da me ad un biberon di latte artificiale e così è andata avanti fino a 5 mesi quando decisero i due Puzzoli che ne avevano abbastanza di tirare dalla poppa e che dal biberon gli veniva un tot più comodo, ho dovuto prendere le pasticche per farmi andare via il latte. Di sicuro la colpa è stata anche mia, mi ero informata poco e pensavo che fosse più facile, le paure e i dubbi hanno contribuito a minare la fiducia in me stessa che invece mi avrebbe fatto combattere di più, ma in fondo sono cresciuti bene e ora sono dei torellini e spero che quello che ho passato possa servire a qualche altra mamma per riuscire dove io ho fallito!!!! A proposito, il problema tiralatte, allora io mi sono tirata il latte dal secondo giorno al tiralatte della maternità e da quello della terapia intensiva, poi una volta a casa ho noleggiato un tiralatte elettrico e di solito riuscivo a portarne abbastanza sia per Niccolò che per Tommaso, comunque tutti i miei giri erano condizionati dall’avere un tiralatte a portata di… mano!!!!”

Laura (mamma di tre gemelli): “La mia esperienza è stata molto breve! Durante la gravidanza tutti e dico tutti mi hanno detto non si può... al corso pre-parto la lega del latte mi aveva convinto che qualcosa avrei potuto fare e io ero molto scettica. Dopo il parto vedevo portare in pediatria boccette piene di latte tirato col tiralatte... così ho provato credendo chissachè... ma più di dieci cc non sono riuscita a fare… la montata non l'ho avuta e dopo una settimana ho mollato! Certo se avessi conosciuto prima tutti voi... forse qualcosa in più... mi spiace così tanto mi sarebbe piaciuto attaccarli al seno.”

Michelle: "Per me è stato fondamentale frequentare il corso pre-parto, gli incontri erano mirati sull'allattamento al seno oltre che sul parto in sé. Durante gli incontri abbiamo visto un video molto ben fatto sull'allattamento al seno, ci è stato consegnato del materiale informativo. Durante il corso si è parlato dei problemi e come risolverli. Inoltre le ostetriche del corso pre-parto erano disponibili sia telefonicamente che di persona per dubbi o per risolvere problemi vari (ingorghi etc...). Anche se non ho avuto necessità, è stato di conforto sapere che se ne avessi avuto dei problemi bastava una telefonata e sarei potuta andare in ospedale per un aiuto. Inoltre in ospedale, durante il ricovero, al nido verificavano il corretto attaccamento al seno dei bimbi e rispiegavano le manovre di massaggio già viste al corso pre-parto. il bimbi sono nati con cesareo-epidurale, ad un’ora dalla nascita ho iniziato ad attaccare Alessio al seno (avevo dato istruzioni a Silvio precedentemente di aiutarmi in questo senso). Abbiamo faticato un po’ entrambi, ma c'è l'abbiamo fatta: quando si è attaccato bene ha fatto una ciucciata e si è staccato stanco dalla fatica fatta. Poi, a fatica, si è riattaccato, ma questa volta non si è più staccato, si riposava tra una ciucciata e l'altra, ma ben attaccato al seno (la necessità aguzza l'ingegno!). Per tutto il ricovero, e per il 15 giorni successivi, Alessio ha sempre preso il latte mio. Stefano, invece, non mangiava in quanto aveva bevuto del liquido amnioticoe anche quando ha vomitato il liquido, continuava a non mangiare, però gli è venuto il singhiozzo, allora ho provato ad attaccarlo al seno e, in questa occasione, si è convinto di dover ciucciare e gli è passato anche il singhiozzo. In ospedale Stefano ha preso delle integrazioni di latte artificiale in quanto per i primi 3 giorni perdeva peso, il 4° giorno l’ho riempito modello oca (lo svegliavamo con ogni sorta di tortura pur di farlo mangiare) ed infatti il 5° giorno aveva preso 60gr e siamo stati dimessi. Sino ai due mesi e mezzo ho insistito molto ad allattarli con il mio latte e davamo delle integrazioni secondo necessità. Dopo questo periodo, essendo tornata a lavorare, prendevano un biberon di latte artificiale quando andavano dalla baby sitter ed uno alla sera. In pratica alternavo, uno ciucciava da mamma e uno si prendeva il biberon. Tenevo entrambi i bimbi su un cuscino sulle mie gambe, uno ciucciava dal seno e l'altro al suo fianco ciucciava dal biberon. Attaccavo i bimbi su richiesta (quindi avevo un bimbo se non entrambi attaccati alle tette quasi tutto il giorno). Con questo metodo siamo andati avanti siano ai 6 mesi compiuti. Ai 6 mesi ho sostituito il latte artificiale con il latte vaccino, e davo il mio latte a merenda e di notte questo fino ai 10 mesi. Dai 10 ai 16 mesi il mio latte (ormai veramente poco) serviva per i momenti di coccole e per le tranquillizzali in un momento di crisi. Tutto sommato posso dire che è stata un esperienza serena, anche se minata da parenti e amici che non mancano di dirti : “Allattare ti esaurisce” “Ma mangiano di nuovo?” (che faccio li tengo a dieta?) “Ma gli dai ancora il tuo latte?!” (come se sul latte di mamma ci fosse la data di scadenza) “Ma povera non stai mai tranquilla un attimo.” “Certo che se tu gli dessi il biberon potrei aiutarti.” “Questi bimbi ti consumano.” “Ma fino a quando hai intenzione di allattare?” (ma devi decidere la data e l'ora per smettere?) “Ma con gli occhiali non dovresti allattare.” (uffa, vecchie credenze ) e infine la supidaggine più grossa: sono viziati.”

Caterina P.: “Per me allattare era un sogno bellissimo che, purtroppo, non è divenuto realtà. Al corso preparto avevo già qualche perdita di liquido, così mi avevano detto che avevo possibilità di allattarli. Poi le cose non andarono così, difatti ho partorito con cesareo-epidurale per gestosi, pressione 200, proteine nelle urine, non facevo più pipì, un disastro. Ho partorito alla 33+4, ma i bimbi erano piccoli a causa sempre di questa maledetta gestosi: Matteo 1,740 Kg e Tommaso 1,470 Kg. Quando me li hanno tirati fuori non me li hanno fatti vedere, subito in neonatologia in culla termica, mi hanno detto che stavano bene, li ho sentiti solo piangere e mi hanno detto che aveveno 10 di apgar. Questo il sabato 03/11/01, ho potuto vederli solo il martedì, perché primo ero molto debole in quanto ho perso molto sangue, secondo le ostetriche se non hai i bimbi al nido ti considerano poco, si preoccupano della tua salute, ma del fatto se puoi o non puoi andare a vedere i tuoi bimbi non frega a nessuno, da qui quella situazione di abbandono dal punto di vista dell'allattamento, ho dovuto chiedere io di potermi tirare il latte, sempre il martedì, mi hanno portato il tiralatte dell'Avent (fantastico) se non fosse che ne producevo 20/30 grammi contro i 35/40 che prendevano loro a testa. Alla mattina mi trovavo tutta la camicia da notte bagnata, non so mai se mi sia venuta la montata o no, comunque non mi sono scoraggiata, ho usato il tiralatte elettrico della neonatologia, unico tiralatte elettrico in tutto l'ospedale, quindi c'era la fila. Vedevo le altre mamme uscire con 50/60 grammi di latte e io continuavo a farne 20. Intanto i bambini aumentavano la portata 40/50 grammi a testa, crescevano, nel frattempo nessuno che mi avesse proposto di attaccarli al seno, tuttora non so se sarebbero riusciti a tettare o no; durante il soggiorno in tin, i primi giorn,i gli hanno fatto qualche gavage (non so se si scrive così) per risparmiargli energie, poi hanno sempre poppato dal biberon. L'ultimo giorno, prima di portarli a casa, ho chiesto se potevo attaccarne uno, mi hanno detto che potevo provare, ma nessuno mi ha aiutato, come attaccarlo, come tenerlo, ero emozionatissima e allo stesso tempo impacciata, timorosa, nessuno che mi rassicurasse; il bimbo ovviamente, avendo preso il bibe per 15 giorn,i non sapeva neanche cosa sua madre cercava di mettergli in bocca. Comunque a casa sono andata a noleggiare un tiralatte elettrico, ma quando ho visto che ne usciva sempre meno ho lasciato perdere, avevo persino dato retta a tutte quelle dicerie, bevi tisane al finocchio, bevi molto, bevi birra, ecc... ecc.... Ero sfinita, senza energie, mi sono portata dietro gli strascichi della gestosi per un mese circa, nel senso che continuavo ad avere problemi di pressione e di anemia. Comunque sono venuti su benissimo anche con il latte artificiale, anche se mi rimane il rammarico di non averli allattati.”

Paola (Palla): "La mia esperienza di allattamento è stata a dir poco straordinaria. Premetto che io ero decisissima nel volerle allattare e che non c'era una sola persona, familiari, marito personale ospedaliero e il nostro pediatra poi, che non mi spingesse a desistere dall'impresa. Fu una donna, mamma di gemelli, che incontrai quando ero incinta(ahimè, questo forum non era neanche nei miei sogni) a dirmi che era possibile, lei lo aveva fatto per 10 mesi, esclusivamente al seno e mi consigliò di abbinare un seno per bambina. Quell'incontro per me fu decisivo Claudia e Cristina sono nate il 4 giugno 2001 con taglio cesareo con epidurale. Alle ore 13 è nata Cristina , kg 3,150, dopo 3 minuti è nata Claudia , kg 2,700. Loro stavano benone così, dopo un'oretta, eravamo tutte e tre insieme, 24 ore su 24 (rooming-in). Le ho quasi subito attaccate al seno e grazie al superlavoro di Claudietta, alla fine del secondo giorno è arrivata la montata lattea. Cristina aveva, invece, un po' di difficoltà, non riusciva a far aderire la boccuccia al capezzolo e per i primi 3 giorni si disperava fino ad addormentarsi digiuna e sfinita I medici del nido pensarono di farle il controllo del tasso glicemico (al termine del quale mi riportarono la sua culletta con un'altra bambina, meglio dimenticare), pensando che la bambina avesse dei problemi ma era tutto a posto, la mia Cri doveva solo imparare. Inizio ad assaggiare qualcosa con l'arrivo della montata, dopo si facevano capriole per accomodarla al meglio ma poi, partì anche lei alla grande. Le piccole hanno sempre avuto un ottima crescita, il latte in polvere, fattomi acquistare deal nostra pediatra, l'ho regalato prima che la confezione scadesse Avevo dei piccoli accorgimenti, bevevo litri di acqua, mangiavo in continuazione ma niente porcherie: piattoni di pasta, bistecche, pesce, frutta, verdura(non tutta), panini a volontà, niente soffritti, gusti amari o aspri e ovviamente niente piccante. Così c'era cibo per tutti e sempre piacevole e digeribile. Sono andata avanti così per 14 mesi, il primo latte 'estraneo' era il latte vaccino e lo hanno sorseggiato, per la prima volta, quando già camminavano. Sono stata fortunata anche per un'altra cosa: smettere è stata una loro spontanea decisione, prima Cristina e poi Claudia, mi guardavano come per dirmi:" mamma, ma che stiamo a fare?! non è ora di smettere?!!" Se il latte c'è e i bambini stanno bene, credo che il minimo dovere sia di provarci e non desistere se si è convinte e felici di farlo... la soddisfazione è impareggiabile!"

Barbara R.: "... CON GIACOMO: bimbo singolo allattato fino a 6 mesi in esclusiva poi piano piano inserendo le pappe ho diminuito le poppate fino a eliminarle del tutto verso gli 8 mesi. Giacomo l'ho attaccato al seno che aveva credo 1/2 ora di vita e lui ha sempre poppato avidamente!!! Per i primi mesi si faceva 7/8 poppate al giorno e succhiava una marea di latte. Io ne avevo in abondanza di latte ... talmente tanto che se per caso di notte il Gigio tardava a poppare io facevo il lago nel letto!!! In più io che ADORO dormire a pancia in giù per 6 mesi ho dovuto rinunciare altrimenti allagavo il materasso!!!! Per fortuna su indicazioni di un'amica ho acquistato delle coppette assorbilatte di una marca che sinceramente non mi ricordo più ma che erano fatte come degli assorbenti per cui non si inzuppavano. Giacomo è nato a Giugno e allattare con il caldo alle volte era un supplizio ..... io in reggiseno e mutande e lui in body ... sudavamo da morire!!!! In quel periodo bevevo peggio di un cammello anche 2 o 3 litri di acqua al giorno e ..... ho sempre mangiato di tutto, cipolle, Nutella e tutto quello che mi passava per la mente (infatti in allattamento ho preso 10KG!!!!! ) Sinceramente non l'ho neanche mai pesato... mi bastava guardarlo per vedere che cresceva bene e così una volta a settimana misuravo la crescita. A 2 mesi in Agosto sono andata in montagna e... mentre a casa col caldo aveva ridotto le poppate a 5 al giorno e cresceva circa 300 grammi a settimana, in montagna ha ripreso i 7 pasti e cresceva di 1/2 Kg a settimana UN BOVE!!!!!! Giacomo non ha mai sofferto di coliche e io non ho mai avuto problemi nè di mastite nè di ragadi nè di ingorgo mammario... niente tiralatte anche perché lo tirava tutto lui il latte!!!!! Unico neo ..... io ero davvero molto stanca e quello che mi distruggeva di più erano le poppate notturne... ma questo era un problema mio!!!! Inoltre vista la temperatura esterna (estate) io ho comunque sempre dato da bere con il bibe al Giacomo e devo dire che lui non ha mai avuto nessun problema a ciucciare sia dal seno che dal bibe!!!! Inoltre quando più avanti sono passata al latte in bibe lui non ha avuto problemi a ciucciare dal bibe anche se era abituato alla tetta. So invece di bambini che il bibe proprio non lo vogliono neanche vedere!!!!!... arrivarono poi MICHELA e ALBERTO: come già accennai nella mia esperienza ospedaliera per l'allattamento di Michy e Betto mi informai prima e ne parlai con la mia pediatra la quale non escluse assolutamente la possibilità di allatarli entrambi al seno, anzi mi disse che visto che col primo avevo avuto una marea di latte sicuramente coi gemelli non avrei avuto problemi. Però mi disse anche che allattare due bambini al sena voleva dire dedicarsi completamente a loro, essere a loro disposizione e trascurare tutto il resto... Giacomo compreso e che il doppio allattamento mi avrebbe anche stancata molto. Lei mi avrebbe consigliato l'allattamento misto alternato in modo da dargli si il mio latte ma non in esclusiva ed avere così la possibilità di accudire anche Giacomo e di farmi aiutare da qualcuno anche al momento della poppata. Ci pensai su per un po' e poi in accordo con mio marito decisi per l'allattamento misto alternato. Quando nacquero Michy e Betto i primissimi giorni li attaccai spesso ed entrambi e loro all'inizio prendevano il colostro solo da me, poi con la montata lattea al nido iniziarono a dargli delle giunte e (senza previo accordo con me) impostarono l'allattamento misto alternato. Io continuai così anche a casa e fu prezioso per me segnarmi sempre tutte le poppate e a chi davo il mio latte e a chi invece il bibe (specie di notte ero talmente cotta che se non controllavo sull'agenda regolarmente sbagliavo i turni!!!!! ) Loro sono cresciuti da subito bene e anche molto "spartani" perché comunque erano i secondi e di conseguenza vizi e attenzioni sicuramente più ridotte rispetto che con il Giacomo!!! A 1 mese mi accorsi che se l'ultima poppata di mezzanotte gli davo l'artificiale tiravano quasi fino alle 7.00 del mattino... e allora VAIIIII di artificiale alla sera, così quel pasto loro solo artificiale e io mi tiravo il latte per la mattina, così entrambi facevano colazione con il mio latte uno dalla tetta e uno dal bibe. Li ho allattati misti fino a 4 mesi, poi piano piano diminuendo il numero delle poppate anche il latte è diminuito e poi è andato via da solo. Anche loro hanno comunque sempre bevuto tisana come il Gigio e il fatto di poppare dalla tetta e dal bibe non gli ha causato nessun tipo di problema nè di rifiuto alla tetta (anche perché io ne avevo comunque tanto e in pratica non dovevano neanche succhiare per farlo venire fuori... veniva fuori da solo!!!!). A 2 mesi 1/2 erano già passati a 4 pasti e crescevano alla grande, io finalmente dormivo tutta la notte e mi sembrava davvero un sogno!!!!!! Con i gemelli poi ho scoperto le coppette rigide raccoglilatte della Avent che indossavo di notte e che mi permettevano di dormire anche a pancia in giù senza allagare il letto e in più al mattino il latte che era fuoriuscito lo raccoglievo in un bibe e glielo davo come poppata ..... arrivavo a raccogliere anche 120 ml di latte in una notte!!!!! Tutto sommato sono contenta delle scelte fatte e anche se i gemelli non li ho allattati al seno per molto tempo comunque anche con il bibe ho mantenuto quel rapporto intimo che si crea nell'allattamento e ancora oggi alle volte quando bevono il latte dal bibe vogliono venirmi in braccio e berlo rannicchiati addosso a me!!! "

Nadia P. (mamma di quattro bambini singoli e una coppia di gemelli): "Dal lettino dello studio del mio medico mi ci volle poco per rendermi conto che erano due... In un certo senso ero preparata. Avevo gemelli in famiglia e anche la mia quarta gravidanza era doppia, solo che uno dei due sacchi era vuoto. Questa volta invece si vedevano bene due piccoli embrioni ognuno nel proprio sacco. La gravidanza no si differenziò molto dalle precedenti. Forse un po’ di nausea e di stanchezza in più. Il parto invece… Ero alla 34esima settimana quando la placenta del gemello2 (quello più in alto, che avrebbe dovuto venire al mondo per secondo) si staccò causando la rottura delle acque con una profonda emorragia. Il cesareo fu velocissimo, con anestesia epidurale. Nacquero a 1 minuto uno dall’altro. Era notte. Mi portarono in camera e 8 ore dopo mi portarono Lorenzo, il gemello1. Era biondo e con la pelle chiara, 2 chili e 200. Si attaccò subito. Bene. Per Leonardo dovetti aspettare ancora due giorni. Aveva sofferto a causa del distacco della sua placenta. Quando lo vidi mi sembrò che fosse quasi identico al fratello. Solo la pelle e i capelli più scuri, 2 chili e 270. Il colostro aveva già cominciato a formarsi e potei portargliene un po’ da somministrargli attraverso una piccola sonda. Il terzo giorno lo attaccai. Avevo già la montata e quindi non dovette faticare per niente. Si riempì la pancia e tutti i suoi valori del sangue e della respirazione si regolarizzarono tanto che il giorno seguente ero già a casa. Il primo mese cercai di allattarli sempre uno alla volta, nel limite del possibile. La ferita mi faceva male e faticavo a sorreggerne due. Loro poi erano piccolini e quando li attaccavo insieme finiva che ingurgitavano molta aria. Il tempo per gli altri figli era praticamente nullo. Io facevo un paio di pasti e un’infinità di spuntini al giorno. Siccome non riuscivo comunque ad alimentarmi a sufficienza introdussi un paio di spuntini anche durante la notte. Passato il primo mese iniziai ad allattarli contemporaneamente. Iniziarono le coliche… Fu il periodo più difficile. Imparai a portarli nella fascia contemporaneamente. Uno a destra e uno a sinistra. Oppure uno a me e uno al papà o a un fratello o sorella maggiori. La nostra famiglia era diventata un team efficientissimo. Ognuno aveva le proprie specialità: nanna, pannolino, bagnetto, passeggiata… Ognuno era fondamentale. Credo che avere una famiglia numerosa mi abbia aiutato molto. Allattarli insieme divenne sempre più pratico. Per esempio la doppia stimolazione favoriva la discesa del latte, se uno dei due faceva più fatica dell’altro finiva che mangiava comunque la stessa quantità del fratello. In effetti quando erano attaccati tutti e due era sufficiente che fosse solo uno a succhiare: il latte scendeva da entrambe i seni contemporaneamente. Un altro punto particolarmente positivo era il fatto che la poppata intera era per ognuno particolarmente completa: prendevano il “primo latte”, dopo circa dieci minuti scendeva il “secondo latte” e quindici minuti dopo arrivava il “terzo latte”. In poche parole facevano un pasto completo con primo, secondo e dessert… Un altro punto interessante era il dimezzamento del tempo di poppata. Il primo mese avevo passato più tempo allattando, poi avevo potuto riposarmi maggiormente. A cinque mesi cominciai a introdurre qualche alimento. Era un po’ presto, ma mi sentivo molto stanca. Lo svezzamento avvenne molto lentamente. In particolare per Leonardo. Lorenzo apprezzava molto di più il cibo che gli preparavo. Dai sei mesi in effetti cominciò a mangiare con gusto. Fino a quel momento erano cresciuti sempre allo stesso modo. Poi Lorenzo cominciò a guadagnare peso nei confronti di Leonardo. Smisi di allattarlo a dieci mesi. Per Leonardo invece fu molto diverso. Lui continuò a preferire il seno fino a un anno e poi cominciò a mangiare con più interesse. Il suo allattamento terminò a quattordici mesi. Durante questi mesi si differenziarono molto l’uno dall’altro. In effetti a diciotto mesi Lorenzo è biondo, è più alto e pesa circa tre chili in più di Leonardo che è moro e minuto. Secondo questa mia esperienza credo che l’allattamento dei gemelli rispetto a quello dei figli singoli sia più affaticante e per questo motivo è particolarmente importante avere parecchio aiuto, almeno fino a sei mesi. Ma siccome ogni medaglia ha il suo rovescio anche le soddisfazioni sono doppie…
Credo che sia altrettanto importante che i genitori non facciano troppi paragoni tra i gemelli. Spesso hanno uno sviluppo diverso. Proprio come i fratelli nati in periodi differenti. "

Luisella (mamma di due bambini singoli e di una coppia di gemelli): "Ricordate?? Vi avevo lasciato a chiedendo aiuto se insistere sul solo allattamento o meno : l’ho fatto, ho stretto i denti e le cose piano piano si sono risolte! La scelta più facile è sempre quella di abbandonare, attorno ti ritrovi poche anzi nessuna persona che ti incoraggia ad insistere per allattare, soprattutto se si tratta di gemelli !! “Ma sei matta! Con due poi cosa vai a patire, tanto non si può!!?! Lascia perdere e dagli il biberon che fai prima!! Guarda che hai anche gli altri due a cui pensare!!….etc.” Per fortuna che esiste un sito come questo dove trovare un po’ di incoraggiamento !! Ora posso dire con orgoglio che sto allattando alla grande i miei gemelli di 2 mesi e mezzo!! A volte anche assieme, tant’é che un giorno che ci ha visto il nonno si è persino commosso, anche a mio marito è uscito: è davvero uno spettacolo !! E se magari mi capiterà come x gli altri 2 bimbi verso i 4/5 mesi che anche i gemelli ti guardano tenendosi sul seno con le 2 manine e poi si staccano un attimo x farti un enorme sorriso che sembra dirti “grazie mamma” , penso che qualsiasi fatica o sacrificio non valga nulla di fronte a questa gioia!! Quindi mamme insistete più che potete!! Attaccateli al seno sempre, lo so che è estenuante , ma non dura sempre, sono solo 30/40 gg. , poi vedrete che tutto è più semplice sia per voi che per i bimbi, si attaccano meglio e sono più veloci !! E non abusate troppo del tiralatte, a volte è utile si, ma niente tira e stimola come il Vs. bimbo!! A me ad esempio capita sempre di sentirmi “arrivare” il latte quando tengo in braccio mio figlio , specie se si mette a piangere !!"

Dasi: "Quando ho scoperto di aspettare due gemelli è stata subito una gioia, dopo tanti anni mi pareva un regalo meraviglioso. Ho cominciato subito a cercare quante più informazioni possibili, soprattutto sull'allattamento. Sul sito www.ilmondodeigemelli.org  e sulle pubblicazioni della LLL ho letto molte storie positive: era possibile allattare due gemelli in modo esclusivo e ho deciso che anche la mia doveva essere un'esperienza positiva. Ho comprato un grande cuscino di quelli a ciambella che ho portato con me già in ospedale, oltre a tisane e granuli omeopatici per favorire la montata lattea. I miei due gioielli sono nati alle 10.00 e 10.02 con taglio cesareo perché il secondo era podalico e dalle ecografie sembrava molto più grosso del primo, mentre alla fine Matteo pesava 2590 e Diego 2570. Alle 11 ero di nuovo nella mia camera e dopo venti minuti ho potuto provare ad attaccare i bambini contemporaneamente. Il primo tentativo è andato bene, anche se poi nei giorni successivi ho avuto qualche difficoltà con Matteo che si attaccava e staccava continuamente e con tale voracità da provocarmi subito delle ragadi, per cui ho usato i paracapezzoli per alcuni giorni. I bambini sono stati sempre in camera con me e il mio compagno non ci ha praticamente mai lasciati nemmeno la notte. Questo è stato fondamentale, perché finché avevo flebo e catetere non sarei riuscita a prendere su i bambini da sola e il reparto era così pieno di partorienti che sarebbe stato difficile chiedere aiuto ogni volta. In seconda giornata, erano scesi a 2300 grammi, per cui ho accettato di dargli la giunta perché temevo che diventassero troppo deboli per attaccarsi e la montata sembrava lontana. Nei due giorni successivi, al massimo ogni tre ore, partivo con le culline alla volta del nido dove li lavavo e cambiavo in modo da svegliarli un po', li pesavo, li attaccavo ognuno a un seno per venti minuti, li ripesavo e poi gli davo un po' di biberon. Questa è stata la fase meno positiva perché il personale non era sempre coerente nei consigli, ma mi sono resa conto che era sufficiente resistere qualche giorno e poi a casa avrei fatto di testa mia. Alle dimissioni, in quarta giornata, pesavano 2420 grammi e 2400 grammi e sembravano due scricciolini. Le prime 24 ore a casa sono state un incubo, la prima sera non riuscivo ad attaccare Matteo. A mezzanotte ho telefonato disperata a mia cognata che ha lavorato per anni come infermiera al nido e lei mi ha detto di provarci ancora dieci minuti, se poi non ce l'avessi fatta sarebbe venuta lei ad aiutarmi. Il solo sapere di avere qualcuno disponibile mi ha calmata e Matteo si è attaccato subito. La mattina dopo, invece, non riuscivo assolutamente a svegliarli, non mangiavano da 8 ore e nemmeno l'acqua fredda li smuoveva. Anche lì lunghi respironi, mi sono chiusa in camera lontana dai consigli di nonne e zie e alla fine è andato tutto bene. Per i primi giorni mi sono trasferita su un lettino in camera con loro, la notte mettevo la sveglia ogni tre ore e facevo la doppia pesata. Se avessi dato retta ai piccolini non avrebbero mai mangiato. Se in una poppata non prendevano almeno 40 grammi, mettevo la sveglia dopo due ore per quella successiva. E' stato un po' allucinante, ma loro erano molto collaborativi e ciucciavano in non più di 10 minuti, riaddormentandosi subito dopo. La prima settimana mia madre è restata da noi, ma io le ho chiesto di aiutarmi solo nelle cose di casa (tipo riempirmi il congelatore di cibi pronti) perché dovevo vedere se ero in grado di gestire i bambini da sola. Per il mio compagno, poi, cominciava il periodo di lavoro più difficile di tutto l'anno e non sapevo quanto sarebbe stato disponibile. Dopo dieci giorni ho fatto la visita di controllo, i topini pesavano 2.700 grammi per cui ho buttato via la sveglia e la bilancia e sono tornata a dormire nel mio letto. Ho contato uno dei primi giorni 25 poppate, 11 a Diego e 14 a Matteo, ma ne è valsa la pena perché in pochi giorni hanno preso un buon ritmo svegliandosi ogni tre ore. Nei primi mesi li ho allattati quasi sempre contemporaneamente, mettendoli sul cuscino nella posizione "palla da rugby", io tenevo le gambe incrociate sotto il cuscino per cui le testine erano abbastanza sollevate da non costringermi a piegare la schiena o a sostenerli. La notte prendevo su quello che si era svegliato e lo appoggiavo sul letto, poi prendevo il secondo e facevo lo stesso. Alla fine mi sedevo nel mezzo, prendevo il cuscino e poi li posizionavo. Quando invece non si svegliavano contemporaneamente, il più delle volte, mi addormentavo con uno in braccio mentre gli facevo fare il ruttino e mi risvegliavo quando l'altro chiamava. Hanno avuto sempre ritmi piuttosto regolari, se