L'alimentazione dei gemelli nel primo anno di vita
(a cura della Fondazione ASM per la salute dell'infanzia - C.so Italia, 45 - 20122 Milano)

Camilla e Gianluca, figli di
Sandra
Quanto è importante, per i genitori, la diagnosi precoce ecografica di gemellarità ai fini della scelta del tipo di allattamento (materno o artificiale) da attuare?
Le possibilità di diagnosi precoce di gravidanza gemellare, oggi offerte dall'ecografia, consentono ai genitori di prepararsi al loro futuro ruolo in modo adeguato e possono anche contribuire psicologicamente allo stabilirsi e al rafforzarsi delle motivazioni ad allattare al seno da parte della madre.
Esistono dei vantaggi nella scelta dell'allattamento al seno?
Certamente. E' ormai ampiamente noto che il latte materno costituisce l'alimento più adeguato alle necessità metaboliche e digestive dei neonati; inoltre contiene fattori specifici di protezione antiinfettiva, tra cui anticorpi e cellule immunitarie; è anche provvisto di ormoni in grado di stimolare la maturazione dell'intestino neonatale, prevenendo fenomeni allergici.
Qual è l'importanza dell'allattamento al seno sul piano psicologico?
E' senza dubbio rilevante, perché consente ed aiuta lo stabilirsi di un precoce ed intenso legame affettivo tra la madre ed i neonati, che si rafforzerà e maturerà ulteriormente nelle età successive, ponendo le basi di un rapporto emotivamente gratificante. Con ciò naturalmente non si nega che una madre realmente impossibilitata ad allattare non possa ugualmente somministrare il latte artificiale ai propri figli con pari coinvolgimento emotivo.
Sul piano pratico è più semplice scegliere di allatare al seno o artificialmente?
L'allattamento offre vantaggi di indubbia praticità, eliminando la necessità di manipolare biberon, tettarelle ed evitando le possibilità di errori di diluizione e sterilizzazione connessi con la preparazione domestica dei latti in polvere; inoltre, il latte materno è sempre immediatamente reperibile ed è quindi l'alimento più economico di cui si disponga.
Quanto precoce deve essere il primo contatto madre - neonati?
E' importante che tale contatto possa verificarsi, con la massima serenità e tranquillità possibili, già in sala parto, dove la madre, se lo desidera, potrà attaccare al seno i neonati: ciò contribuirà a facilitare la montata lattea attraverso lo scatenamento del riflesso neuroendocrino che coinvolge l'ipofisi e la secrezione di prolattina, principale ormone stimolante la produzione di latte.
Come dev'essere l'ambiente familiare che circonda la madre ed i gemelli?
E' fondamentale che la madre possa trovare nei familiari un valido sostegno ed incoraggiamento non solo sul piano psicologico, ma anche dal punto di vista pratico, per poter meglio fronteggiare i diversi problemi che la nuova realtà familiare presenta. Già durante la gravidanza può risultare di grande utilità il contatto con altre madri di gemelli che stiano già sperimentando con successo l'allattamento al seno: la futura mamma potrà così fugare buona parte dei suoi timori ed ansietà.
E' possibile, per la futura madre, "prepararsi" ad allattare al seno?
Certamente, durante il corso di preparazione al parto, nelle ultime settimane di gravidanza, il neonatologo fornirà utili informazioni alle gestanti su come preparare il seno alla funzione dell'allattamento, mediante l'apprendimento di semplici esercizi manuali con i quali vengono stimolati la regione dell'areola ed il capezzolo (vedi figura 1, 2, 3, 4 sulla preparazione pre - parto del seno materno sono tratte da Zuppa A.A., Tortolo G., Guida all'allattamento al seno: la teoria e la pratica, McGraw-Hill libri, Milano, 1993) allo scopo di facilitare la suzione e di ridurne alcune delle possibili complicanze, come le ragadi.
Figura
1 - Rotazione del capezzolo. Afferrare
il capezzolo tra indice e pollice e ruotarlo in senso orario ed antiorario
Figura
2 - Stiramento del capezzolo. Mettere
i pollici contrapposti ai limiti dell'areola, e stirare verso la periferia in
senso orizzontale e verticale.
Figura
3 - Spremitura manuale. Porre
l'indice e il pollice sul margine areolare ed eseguire movimenti ritmici sul
torace.
Figura 4 - Massaggio
della mammella. porre le mani
a coppa intorno alla mammella ed esercitare una trazione da dietro in avanti.
E' possibile allattare contemporaneamente due gemelli? La quantità di latte assunta da ciascuno di essi è sufficiente a garantire un accrescimento ottimale?
Esistono diverse posizioni nelle quali la madre può collocare i gemelli durante la poppata: incrociati davanti a lei e sorretti con l'aiuto di cuscini (vedi figura 5), paralleli con gli arti inferiori rivolti indietro (posizione tipo "football", vedi figura 6) o paralleli davanti a lei con gli arti inferiori rivolti da uno stesso lato (vedi figura 7). La madre può inoltre scegliere per sé la posizione migliore (semisdraiata, seduta) e maggiormente confortevole, garantendo così un ottimale accrescimento per entrambi i bambini.

Le figure 5, 6, 7 sulle posizioni durante l'allattamento al seno sono tratte da: La Leche League Italia: "Allattare al seno i gemelli".
E' necessario rispettare un preciso orario nei pasti?
Una certa regola che abitui i lattanti ad intervalli abbastanza regolari (3 ore - 3 ore e mezzo) tra un pasto e l'altro è auspicabile, specie in presenza di gemelli, una volta che l'allattamento sia ormai ben avviato, anche per evitare un eccessivo stress nella madre; tuttavia, specie nelle prime settimane di vita, è consigliabile l'allattamento a richiesta dei neonati, che meglio si adatta ai ritmi fisiologici del loro metabolismo digestivo.
Dal punto di vista nutrizionale, bisogna sempre e comunque comportarsi in maniera rigidamente egalitaria con i gemelli?
Fermo restando l'ovvio principio che ad entrambi va assicurato un apporto ottimale di nutrimento, è bene che entrambi i genitori imparino a riconoscere i singoli gemelli come individui diversi e dotati di autonome personalità. I tempi ed i modi di alimentarsi possono variare a seconda del peso, del ritmo di crescita e del metabolismo di ciascun gemello: ad esempio, solo uno di essi può richiedere una poppata supplementare nel corso della notte, che non va aprioristicamente somministrata anche all'altro gemello.
L'allattamento misto, cioè l'integrazione del latte materno con latte artificiale, in quali condizioni è necessario?
L'allattamento misto può divenire necessario, in caso di gravidanza bigemina, laddove si osservi una riduzione progressiva della produzione di latte materno, come occasionalmente si verifica dopo il 3° - 4° mese di vita; diventa pressoché necessario, fin dall'inizio, nel caso di gravidanza trigemine, in quanto solo un ristretto numero di madri riesce a soddisfare tre gemelli esclusivamente con il proprio latte; è obbligatorio in presenza di nascite multiple. Ciò non esclude tuttavia la possibilità di somministrare quotidianamente anche piccole quantità di latte materno, considerati i numerosi suoi vantaggi, sopra ricordati.
Con quali modalità è possibile attuare l'allattamento misto?
Esistono due principali modalità di organizzazione dell'allattamento misto:
Allattamento misto alternante: il singolo pasto è costituito alternativamente da solo latte materno o da solo latte artificiale. Alcune madri trovano più semplice questo sistema, che consente loro di concentrarsi su un solo gemello alla volta, mentre il padre o un'altra persona posso occuparsi del/degli altri.
E' giustificata la scelta di allattare esclusivamente al seno un solo gemello ed esclusivamente con latte artificiale l'altro?
Alcune mamme possono porsi tale interrogativo, spinte, in genere, da proprie preoccupazioni circa la quantità di latte materno disponibile. Tuttavia è sicuramente preferibile offrire a ciascuno dei gemelli almeno una quota di latte materno, da integrare con latte artificiale: infatti i molteplici vantaggi (nutrizionali, immunoallergici, piscologici) dell'allattamento al seno giustificano l'esigenza di attuare per entrambi un'alimentazione mista.
Quale regime alimentare è consigliabile per la madre che allatta?
L'apporto calorico della nutrice deve essere adeguato: l'aumentato fabbisogno energetico è quantificabile in 450-600 Kcal della normale dieta di base. L'alimentazione dovrà essere varia e non presentare carenze in nessuno dei principali nutrimenti: proteine, carboidrati, grassi, vitamine e sali minerali. L'apporto di liquidi dovrà essere sicuramente aumentato e ciò normalmente si realizza attraverso l'aumentato senso di sete che la madre nutrice avverte. Le uniche bevande proibite sono quelle ad elevato tasso alcolico. Caffè e thé vanno assunti con moderazione, per evitare che elevate quantità di caffeina e teofillina passino nel latte e stimolino eccessivamente il sistema nervoso dei lattanti.
Come comportarsi nel caso in cui la madre sia impossibilitata ad allattare al seno e si ricorra all'allattamento artificiale esclusivo?
L'allattamento artificiale, pur richiedendo maggiore organizzazione pratica per la necessità della preparazione del latte e della sterilizzazione di poppatoi e tettarelle, offre però il vantaggio di poter preparare anticipatamente la quantità di latte necessaria per l'intera giornata (da conservare sempre in frigorifero per un massimo di dodici ore) all'interno di recipienti sterili e riscaldarla a vapore all'occorrenza. Da ricordare è anche la possibilità di scegliere un latte liquido, già pronto per l'uso e venduto in bottiglie di vetro, garantito da sicuri metodi di sterilizzazione industriali. E' comunque preferibile, anche se i gemelli prendono il latte artificiale, che sia la madre ad allattarli, soprattutto nei primi mesi, perché l'allattamento favorisce lo stabilirsi di un legame, fra la madre ed il neonato, molto importante per lo sviluppo futuro della personalità del bambino che deve essere garantito ad ogni gemello senza differenze. E' fondamentale scegliere per i primi 6 - 8 mesi di vita un latte formulato ("maternizzato"), riservando ai mesi successivi l'introduzione dei latti di seguito, più adatti alle esigenze nutrizionali e metaboliche del secondo mese di vita.
Quando iniziare lo svezzamento?
E' opportuno che lo svezzamento inizi tra il 4° ed il 6° mese di vita, in condizioni di pieno benessere psicofisico e lontano da periodi di convalescenza. Bisogna certamente precisare che non necessariamente va iniziato nello stesso momento in entrambi i gemelli, ciascuno dei quali segue ritmi di maturazione psico - fisica peculiari e pertanto sentirà in modi e tempi personali la necessità di una variazione della propria dieta, in particolare il desiderio e l'accettazione di cibi solidi, collegati alla perdita del riflesso di espulsione che fino al 3° - 4° mese permette al lattante di assumere solo liquidi.
Quali sono i presupposti psico-fisici necessari allo svezzamento?
L'acquisizione della capacità di ingerire cibi solidi, unita alla conquista della posizione seduta ed all'abilità nell'afferrare gli oggetti, favoriscono la disposizione fisica del bambino allo svezzamento. Psicologicamente il passaggio da comportamenti di semplice imitazione ad altri di maggiore indipendenza ed esplorazione dell'ambiente esterno costituisce un segnale importante della disponibilità del bambino ad accettare variazioni nell'alimentazione.
Come svezzare?
E' molto importante introdurre un solo alimento nuovo alla volta e saggiarne il gradimento da parte del bambino. In caso di fenomeni di intolleranza (vomito ripetuto, diarrea, scarso accrescimento) è obbligatorio fermarsi e consultare il pediatra. Come primi alimenti si usano in genere frutta grattugiata, creme di cereali da aggiungere al latte in prima istanza e quindi liofilizzati o omogeneizzati da unire al brodo vegetale, primo e fondamentale pasto salato. In alcuni bambini il sapore salato non viene immediatamente accettato e può essere necessario il ricorso ad un divezzamento "dolce" per breve periodo, a base di pappe lattee con creme di cereali e quindi farine. Tuttavia tale soluzione non deve protrarsi per lunghi periodi, in quanto può abituare il bambino a prediligere eccessivamente il sapore dolce, con rischio di sviluppare carie dentaria, obesità o diabete nelle età successive.
I pasti devono essere somministrati dagli adulti?
Certamente durante le prime 4 - 8 settimane di svezzamento, in quanto i bambini sperimentano per la prima volta nuove modalità di alimentazione. Viene offerta loro l'opportunità di usare il cucchiaino con il progredire dell'apprendimento, in genere verso l'8° - 9° mese, i bambini chiederanno spontaneamente di servirsene ed impareranno contemporaneamente ad usufruire del piatto e del bicchiere. E' importante che ciascun gemello abbia a disposizione un proprio set da tavola, con cui passare dall'iniziale uso delle mani ad apprendimenti motori e strumentali più elaborati, che trasformeranno il pasto in una piacevole ed utile esperienza coinvolgente non solo il gusto e l'olfatto, ma l'insieme delle percezioni sensoriali (vista, tatto, udito).
Quali sono le successive tappe cronologiche dello svezzamento?
L'introduzione del brodo vegetale sarà integrata dall'aggiunta di proteine animali in forma di liofilizzati o omogeneizzati, olio di oliva e formaggi magri (stracchino, ricotta). Solo dopo l'8° - 9° mese di vita, in coincidenza dell'eruzione dei primi denti, potranno essere introdotte preparazioni domestiche di alimenti frullati o ridotti in poltiglia (carne). Dopo il 15° - 18° mese i bambini diventeranno via via più autonomi ed in grado di assumere i pasti in maniera simile al resto della famiglia.
Quanto è importante, per i genitori, poter contare su aiuti esterni anche nel momento dei pasti?
L'aiuto valido fornito da persone realmente motivate, siano esse facenti parte o no della famiglia, è essenziale in tutto il primo anno di vita dei gemelli, per alleggerire il compito dei genitori. Ciò diviene particolarmente importante al momento dello svezzamento, in quanto i bambini possono sfuggire al controllo dei genitori ed andare incontro ad incidenti anche molto gravi (rischio di soffocamento da bocconi solidi): ogni gemello dovrebbe, quindi, essere seguito intensivamente ed assecondato nelle sue necessità da una sola persona. Una simile gestione della quotidianità può senza dubbio migliorare il rapporto del singolo genitore e della coppia con i propri figli.